Citazioni olimpiche

"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."

ARISTOTELE

"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."

USAIN BOLT

"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."

CANDIDO CANNAVO'
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lunedì 6 aprile 2015

Busto chiude la Champions al secondo posto

FINALE CHAMPIONS LEAGUE FEMMINILE 2014/2015

BUSTO ARSIZIO 0-3 ECZACIBASI ISTANBUL

(22-25, 20-25, 21-25)

Scatto di gruppo con la medaglia d'argento
Foto: Gabriele Alemani
Com'era facilmente pronosticabile alla vigilia della finale, l'Unendo Yamamay Busto Arsizio è stata costretta ad arrendersi alla fortissima formazione turca dell'Eczacibasi, allenata da Caprara.
Straripante la portoricana De La Cruz in prima linea, formidabile la coppia di centrali Poljak-Fürst (entrambe con un ricco e vincente passato in Italia) senza dimenticare l'MVP dell'intera manifestazione, la statunitense Jordan Larson. Per l'Unendo c'è stato poco da fare, anche se un pò di rammarico c'è per non aver mai giocato al massimo delle proprie potenzialità.
Un grande plauso comunque a Busto, capace di riportare una squadra italiana in finale dopo cinque anni di digiuno (nel 2010 infatti vinse Bergamo).
Piccola consolazione per Valentina Diouf e Helena Havelkova, che hanno ricevuto i premi rispettivamente come miglior opposto e migliore schiacciatrice (insieme a De La Cruz).

Helena Havelkova
Foto: Cucchetti/Get Sport Media
Valentina Diouf
Foto: Cucchetti/Get Sport Media


lunedì 12 gennaio 2015

I miei pensieri sulla Final 4

Non parlo delle polemiche con i tifosi modenesi, ma è una scelta voluta dato che penso che la prima differenza tra volley e calcio risieda proprio nel fatto che appena cade l'ultima palla si torna ad essere tutti amici, indipendentemente dalla squadra per cui si tifa. Questo non implica che gli sfottò, gli insulti bonari o simili non siano legittimi, anzi: ricordi certi scontri verbali con quelli di Cuneo che avrebbero fatto rivoltare nella tomba Gandhi!
Ma voglio condividere con voi un augurio proprio alla tifoseria di Cuneo, storica piazza della pallavolo maschile italiana. I Blu Brothers mancano al volley della penisola, Cuneo manca a tutti gli appassionati. Spero con tutto il cuore che riuscirete a tornare in Serie A presto con uno sponsor ed una dirigenza seria. Lo stesso augurio che faccio a Treviso e a Piacenza, ma in quest'ultimo caso sperando che la società non fallisca prima del termine del campionato.
La pallavolo ha bisogno di voi perché le province sono la linfa vitale del volley italiano. Peccato che qualcuno di una provincia il cui nome finisce per "acerata" non l'abbia capito........

Paolo Allasia/ Targatocn.it
Inoltre vorrei fare un plauso alla società trentina, che dimostra di essere seria e controcorrente. Questo perché non ha paura di mettere in campo in una finale importante un opposto classe '93, Nelli, che tra l'altro ha ben figurato. La Diatec ha confermato il posto da titolare a Lanza, 23enne, anche quando la maggior parte delle grandi società lo avrebbe relegato in panchina, visto che il comportamento più comune negli ultimi anni è quello di puntare su giovani stranieri o di sbattere fuori gli italiani di prospettiva al primo errore. Come quando si lamentano che i giovani non hanno voglia di lavorare, ma quando ti presenti ad un colloquio ti viene detto che "non possiamo darti il posto perché non hai esperienza", dimenticando che per fare esperienza è necessario che qualcuno ti dia una chance. Ecco, in Trentino sono stati sempre controcorrente: in panchina spuntano anche Fedrizzi e Thei ('91), Giannelli ('96), Mazzone ('95). E per questo mi congratulo con la società e l'allenatore (che pure ieri ha fatto uno show dei suoi davvero discutibile, ma non mi ci voglio soffermare).


Una nota di merito anche a Modena e in particolare alla sua presidente Catia Pedrini, capace di portare di nuovo la società in alto dopo anni e anni di magra. La prendevano per scema all'inizio del suo mandato quando si prefiggeva obiettivi importanti, in primis quello di riavvicinare la gente al palazzetto. E invece ha dimostrato che con tenacia ed entusiasmo (e soldi, quello è ovvio) si possono raggiungere traguardi importanti. Ce ne fossero di più di figure come lei e come Sirci.

Catia Pedrini con la Coppa

Foto: Modena Volley
Il presidente di Perugia è un vulcano di idee ed energia e non è un caso se il PalaEvangelisti sia diventato un palazzetto in cui è davvero difficile giocare per gli avversari. L'entusiasmo del numero 1 della Sir (e la sua eccentricità, basti vedere la foto) si è trasmesso immediatamente al pubblico perugino e il capoluogo umbro è entrato di diritto nell'élite del volley, sperando che vi rimanga ancora a lungo. Dopo il Fontescodella l'impianto perugino è quello in cui sono stata più volte e vi assicuro che rispetto a dieci anni fa sembra essersi trasformato.

Fabio Marzi e Gino Sirci
A destra Gino Sirci

Infine una nota per la Lube. Mi è dispiaciuto leggere lo sconforto e il disappunto dei tifosi, molti dei quali sono miei amici, che macinano km su km ogni settimana pur di seguire i propri beniamini e non smettono mai di incitarli. Certo, nessuno glielo impone, è una loro libera scelta, ma l'aspetto che mi preoccupa maggiormente è che la Lube non fa altro che incassare sconfitte brucianti e a volte figure di merda enormi (devo ricordarvi gli episodi di Cuneo, Trento e Piacenza in Champions o la semifinale di Coppa Italia contro Perugia dell'anno scorso?) senza preoccuparsi. Minimizzano anche le sconfitte peggiori con un "vabbé, ma era la Coppa Italia, il nostro obiettivo è lo scudetto" e frasi simili e non prendono provvedimenti seri. C'è una squadra che, indipendentemente da chi giochi, se la fa addosso quando è ora di tirare fuori gli attributi per vincere. E a loro sembra una cosa tanto normale??? Più serietà da parte di tutti, ecco cosa ci vuole.

E' stata la prima Coppa Italia da non tifosa: ho seguito tutte le partite con lo sguardo di una comune appassionata di pallavolo senza tifare per una squadra in particolare e devo dire che è stata una bella esperienza. Da neutrale si capiscono molte cose in più e di una cosa sono certa: non tifo più Lube, ma la passione per la pallavolo non si spegnerà mai.

Foto: Giuliani/ Get Sport Media

domenica 12 ottobre 2014

Alle 17:30 Italia-Brasile per il bronzo

Ci avevamo sperato tutti in una finale uguale a quella del 2002, con le azzurre e le statunitensi a giocare per l'oro. Invece l'Italia si è dovuta arrendere ad una Cina quasi perfetta in semifinale e tra poco scenderà in campo per provare a conquistare il bronzo.

Indipendentemente da come andrà a finire sono fiera di queste ragazze, di un gruppo di 14 donne e atlete fantastiche che hanno dato tutto e hanno raggiunto risultati inaspettati. Nessuno avrebbe potuto pronosticare un Mondiale così bello: comunque vada sarà stato un successo!

GRAZIE RAGAZZE!

Foto: Giuliani/Get Sport Media

ORE 17:30

DIRETTA RAI 2

ITALIA - BRASILE

FINALE 3°-4° POSTO


#conleazzurre

Foto: Giuliani/Get Sport Media

lunedì 22 settembre 2014

Polonia campione del mondo!


La Polonia è riuscita nell'impresa storica di vincere il Mondiale di volley maschile in casa, 40 anni dopo la prima e fino a ieri unica affermazione.
I ragazzi di Antiga hanno perso nettamente il primo set, ma sono riusciti a cambiare rotta nel secondo parziale che hanno vinto per 25-22 dopo aver subìto a metà set la rimonta del Brasile.
Il terzo è stato caratterizzato da un grande equilibrio con una maratona punto a punti avvincente. Chiude la Polonia sul 25-23 dopo un attacco di Mika e un attacco di Lucarelli che colpisce l'asta.
Il quarto parziale è stata una vera e propria impresa per la Polonia. Sul 20-17 per il Brasile sembra chiaro ormai un epilogo al tie break, ma quando Winiarski mette a segno l'attacco della parità sul 21-21 il pubblico inizia a crederci e con esso anche la squadra. Il Brasile invece si scioglie come neve al sole, commette pasticci su pasticci e deve arrendersi ai padroni di casa: 25-22, la Polonia è campione del mondo. 
Per il Brasile sfumata la possibilità di scrivere la storia conquistando quattro Mondiali consecutivi, traguardo che nessuna squadra finora è mai riuscita a raggiungere.

Decisivo in quest'ultima sfida Mika, autore di 22 punti, che con il 56% in attacco e una solida ricezione (è stato preso di mira dai battitori brasiliani per lunghi frangenti) ha trascinato la sua squadra alla vittoria.
Non in splendida forma, invece, Wlazly, che chiude un Mondiale giocato comunque ad altissimi livelli e pone fine alla sua lunga carriera in Nazionale.


Foto: FIVB

sabato 19 luglio 2014

USA in finale World League

L'altra semifinale, giocata alle 17:30, ha decretato la prima finalista di questa World League: gli Stati Uniti. I ragazzi di Speraw hanno battuto l'Iran con un secco 3-0 aggiudicandosi così il primo posto disponibile per la sfida di domani. USA trascinati dal neo acquisto veronese Sander, capace di mettere a segno ben 17 punti. Serata no, invece, di Anderson e Rooney, compensati dalle belle prestazioni dei due centrali Lee e Holt, decisivi anche in battuta e a muro.

Foto FIVB

L'Iran è apparso spento rispetto alle partite già giocate a Firenze, incapace di entrare nel match e di mettere in seria difficoltà gli statunitensi. 
Top scorer Ghafour con 10 punti messi a segno. Nel secondo set il centrale Mousavi, unico giocatore sino a quel momento capace di colpire gli avversari, è dovuto uscire per un infortunio alla caviglia destra.

Foto FIVB


USA 3-0 IRAN
(25-18, 25-22, 25-16)
Foto FIVB

martedì 15 luglio 2014

15 motivi per cui un'italiana ha tifato Germania

In questi ultimi giorni ho sentito/letto di tutto. Sui vari social network si trovavano facilmente commenti del tipo "Come fa un italiano a tifare Germania? Deve essere proprio scemo!", "Sì, certo, dopo tutti gli ebrei che hanno ucciso avete anche il coraggio di tifarli", "Siete completamente pazzi, così ci distruggono sull'unico campo in cui siamo superiori". 
Non so quante volte ho dovuto combattere contro la voglia impellente di rispondere per le rime, ma invece di dar vita a inutili questioni con persone sconosciute ho deciso di scrivere qui, sul mio blog personale, perché ho tifato Germania in finale (e anche in maniera abbastanza spudorata).

Ho tifato Germania perché:

1) Erano oggettivamente i più forti. C'è poco da dire a riguardo. Sono cresciuti nel corso del torneo mostrando una grande solidità in ogni reparto, un buon gioco collettivo, uno spirito di squadra non comune. Non hanno quasi un punto debole, la loro forza è nella difesa (capitanata da Neuer) e nella capacità di far girare la palla per poi piazzare al momento opportuno il cross o il tiro giusto.

2) Era una vera SQUADRA, in cui non c'è un solo leader su cui si poggia tutto il team, ma un insieme di 23 individualità dove ognuno si mette al servizio degli altri e rema nella stessa direzione con l'unico obiettivo di vincere. E non è una roba poi così scontata.

3) Saranno pure privi di fantasia e di creatività in campo, ma hanno vinto e questo basta a zittire tutti. A volte forse è meglio essere più rigidi e schematici: non sempre questo costituisce un fattore negativo, può essere ad esempio tradotto in una mancanza di agitazione (vedasi Messi).

Mondiali 2014 - Magia di Götze, GERMANIA campione del mondo
Deutschland Weltmeister
4) Erano i favoriti alla vigilia e nonostante la pressione sono riusciti a portare a casa la Coppa. Doppiamente chapeau!

5) Hanno giocatori fortissimi contro cui è quasi impossibile gufare. Vogliamo discutere di Neuer? C'è chi addirittura mette in dubbio il premio come miglior portiere della manifestazione! Ha salvato il didietro ai tedeschi in più di un'occasione, ha una capacità impressionante di prevedere le mosse degli avversari, è di un talento e di una lucidità pazzeschi. 

6) Hanno Mario, ma non il nostro, bensì un 22enne che è stato capace di portare alla vittoria i suoi compagni quando tutti presagivano un finale ai rigori. Un ragazzo che poco più che ventenne è stato pagato 37 milioni dal Bayern l'anno scorso (facendolo diventare il secondo giocatore tedesco più pagato della storia dietro al solo Özil) e che già da tempo ha dimostrato di che pasta è fatto. Viene considerato come uno dei talenti teutonici, e non solo, più forti in circolazione e ha dimostrato di meritare quei complimenti con i fatti, non come il suo omonimo.

7) Hanno Schweinsteiger, preso spesso in giro per il suo cognome, che tradotto letteralmente significa "colui che cavalca un maiale", e per il suo viso non di certo bello e delicato, ma chi non lo vorrebbe in squadra? Per me è stato il migliore in finale: ha retto il centrocampo quasi da solo correndo da tutte le parti, cercando di inserirsi in ogni azione, stringendo i pugni quando ha iniziato ad essere bersaglio dei falli degli argentini, protestando soltanto quando Aguero con la sua gomitata gli ha fatto uscire il sangue dallo zigomo destro. Più veniva colpito più si rialzava come se niente fosse. E' uno dei leader indiscussi, stoico, davvero un esempio.
Ci vorrebbero più Schweinsteiger nel mondo del calcio e meno primedonne o cascatori (ogni riferimento a Balotelli o Neymar è puramente casuale).

Bloodied: Bastian Schweinsteiger sporting a cut under his eye during the final victory over Argentina
Schweinsteiger, un vero leader stoico che non si è mai arreso
Ap
8) Hanno Müller, a cui secondo me dovevano dare il premio come miglior giocatore del torneo, ma come troppo spesso succede quando gioca Messi i premi finiscono a lui a prescindere. Basterebbe già dire che a 24 anni ha già partecipato a due Mondiali e ha segnato 10 gol, ma i numeri non sempre rispecchiano la grandezza di un atleta. Nel suo caso, invece, sì: è un attaccante, ma nonostante venga utilizzato spesso da Guardiola come prima punta, si trova più a suo agio quando viene schierato più dietro. Ha uno spiccato fiuto per il gol, riesce a superare l'avversario con facilità, spesso i suoi cross sono perfetti per i compagni in area. Insomma: un giocatore completo a cui auguro di superare il record di gol fatto registrare dal compagno Klose.

9) Hanno Klose, che ho appena citato. Il giocatore che ha segnato più gol in un Mondiale andando a segno ben 16 volte in 4 edizioni e superando Ronaldo, fermo a quota 15. Nonostante abbia 36 anni Miro riesce sempre a sorprendere in positivo e a trovare spazio in questa Germania dall'età media molto bassa. Lo davano per bollito già tempo fa, ma ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza.

10) Non me ne frega una cippa della Merkel. Non è che se tifo Germania ai Mondiali allora vuol dire che sono d'accordo con le mosse politiche della cancelliera tedesca. Diamine, resta pur sempre una partita di calcio che, per quanto possa essersi trasformato in una macchina per fare soldi, rimane comunque un gioco. Non è che adesso visto che hanno vinto la finale la Merkel inizierà a sfotterci e a deriderci anche in politica. Le sue mosse economiche non c'entrano una cippa con il calcio! Se stronza era stronza rimane, se aveva un accanimento contro l'Italia tale rimarrà e non di certo perché ha stretto tra le braccia la Coppa del Mondo. 

11) Non ho mai sopportato Maradona al di fuori del campo e non è che Messi mi stia proprio tanto simpatico. Penso che il primo sia stato un mito (quasi) impossibile da eguagliare per le sue performances indimenticabili, ma che fuori dal mondo del calcio non ne abbia combinata una giusta e che ora sputa sentenze contro tutto e tutti, il più delle volte senza ragione alcuna. Il secondo, invece, è un fenomeno, ma a volte è stato troppo sopravvalutato per me (vogliamo parlare dei quattro Palloni d'Oro di cui ne meritava solo due o del premio di miglior giocatore dei Mondiali?), con la Nazionale non è mai riuscito ad esprimersi ad altissimi livelli e non è neanche un leader carismatico. Fa parte della storia del calcio, ma Maradona e Pelè sono tutt'altra cosa.

Leo Messi
La delusione di Messi.
Getty

12) Loro nel 2006 hanno tifato noi nonostante li avessimo battuti. Ricordo ancora che i giorni prima della finale sul Lago di Garda c'era la corsa alle maglie degli azzurri da parte dei tedeschi perché tra Italia e Francia meglio veder trionfare noi che loro. Forse è solo questo che ci accomuna, ovvero l'odio nei confronti dei cugini galletti, ma non è cosa da poco. A volte l'odio unisce più dell'amore.

13) Hanno un senso di appartenenza e un patriottismo che gli invidio molto. Noi italiani siamo i primi che svalutiamo la nostra terra, non siamo fieri della nostra provenienza, ma spesso ce ne vergogniamo e accusiamo gli altri invece di riflettere che spesso siamo noi quelli che rovinano la reputazione degli italiani all'estero. 
Pensare che una nazione divisa da un muro tra Est e Ovest fino al 1989 sia molto più unita di noi che invece abbiamo ottenuto l'unificazione nel 1861 mi crea una profonda tristezza.

14) Sono i più fighi. Lo so che la bellezza è una cosa soggettiva, ma io credo che abbiano degli elementi davvero notevoli sotto questo punto di vista. Vabbè che io sono un caso perso visto che subisco a prescindere il fascino dei tedeschi e trovo figo anche uno come Müller con un nasone immenso e una bocca in stile forno a legna, ma vogliamo parlare di gente come Hummels, Neuer, Özil, Kroos, Höwedes, Podolski o anche il più "stagionato" Klose?

Mats Hummels che in questo scatto mostra tutto il suo talento da calciatore

15) "Li stimo ma non li sopporto", come amava ripetere un mio zio ogni volta che andavamo in vacanza sul Lago di Garda. E in effetti è vero. Li stimo per come riescono ad essere precisi in ogni cosa che fanno, puntuali, rispettosi dei compiti loro assegnati e delle leggi, efficienti, diligenti, ma in realtà sono anche gli stessi motivi per cui non li sopporto. Non hanno il nostro carisma, l'allegria contagiosa, la simpatia, la gioia di vivere, di divertirsi e fare festa, di lasciarsi andare ogni tanto e fregarsene delle etichette sociali. 
Nonostante i tempi in cui viviamo sono fierissima e orgogliosa di essere italiana, ma così come abbiamo goduto noi nel 2006 (e ancora godo, devo ammetterlo) lasciamoli godere per la loro splendida e meritata vittoria.


Alfy (fieramente italiana ma tifosa della Germania)

lunedì 14 luglio 2014

Deutschland über alles

DEUTSCHLAND 

Epa

WELTMEISTER 2014


L'Argentina di Lionel Messi viene battuta 1-0 dalla Germania di Müller grazie ad un gol del giovane Mario Götze al 113', quando tutto faceva presagire un epilogo ai calci di rigore.

La Germania conquista così il suo quarto titolo mondiale e raggiunge l'Italia nella classifica delle nazioni che hanno vinto più edizioni nella storia del calcio.

domenica 8 giugno 2014

Lupo-Nicolai in finale all'Europeo

ORE 17:00

LAOLA1.TV 


PAOLO NICOLAI - DANIELE LUPO

vs.

ALEKSANDRS SAMOILOVS - JANIS SMEDINS

Foto Cev/Eventolive

A causa dei miei impegni universitari non ho potuto seguire da vicino l'intera avventura degli azzurri, ma oggi pur di sostenerli in diretta ho deciso di concedermi una pausa-beach volley.

E' un risultato storico infatti quello ottenuto da Nicolai-Lupo nel panorama del beach volley italiano al maschile: mai nessuna coppia era arrivata a giocarsi la sfida decisiva per l'oro e loro potranno anche contare sull'apporto del pubblico di casa, assai numeroso e soprattutto caloroso dall'inizio della manifestazione.

FORZA AZZURRI!!

Foto Cev/Eventolive


martedì 13 maggio 2014

Lube MACERATA campione d'Italia! (parte 1)

Sì, lo so, arrivo con più di una settimana di ritardo a celebrare la vittoria dello scudetto da parte della Lube Banca Marche Macerata, ma ho impiegato diversi giorni per rendermi conto di cosa sono stati capaci di fare questi ragazzi.


Si dice sempre che l'ultima vittoria sia la più bella, ma stavolta questa affermazione non è data dalla vicinanza temporale. Vincere per la prima vera volta in trasferta di fronte ad un pubblico avversario davvero splendido, ad una squadra che ha dimostrato col tempo di essere una vera corazzata con nulla da perdere e tutto da guadagnare e dopo un'annata negativa, dà ancor più lustro al terzo scudetto della storia Lube.

A inizio anno tutti davano per vincitrice Macerata: Trento aveva dovuto cedere i suoi fenomeni, Piacenza non sembrava essere all'altezza della corazzata Lube vista l'età media e i lunghi play off da giocare al meglio delle 5 gare, Cuneo e Modena non avevano delle squadre capaci di puntare in alto e Perugia aveva un bel sestetto, ma avrebbe potuto lottare massimo per un quarto-quinto posto.


In effetti la Lube chiude l'anno da campione d'inverno, mentre Perugia a sorpresa con il bomber Magnum Atanasijevic inizia ad inanellare una vittoria dopo l'altra. Primo appuntamento importante, la Coppa Italia, che mette in scena in semifinale Macerata contro la Sir. L'epilogo è dei più inimmaginabili e drammatici per la squadra favorita, che viene mestamente eliminata dopo aver avuto la possibilità di chiudere il match addirittura sul 3-1. Piovono critiche su critiche, Giuliani presenta le dimissioni che vengono prontamente rifiutate dalla società e la squadra si stringe attorno al tecnico settempedano dimostrando di avere cieca fiducia in lui. Il momento è davvero critico, ma la situazione peggiora ulteriormente quando Macerata viene eliminata dalla Champions per mano di Piacenza. Il copione sembra sempre lo stesso negli ultimi anni della competizione europea: Lube vittoriosa in casa per 3-0 con una prestazione netta e convincente, poi sconfitta per 4-0 (tre set più il golden set) a casa dei Lupi Biancorossi. 
E' in quel momento che scatta qualcosa nei giocatori marchigiani: capiscono di aver toccato il fondo, sono insultati e criticati in maniera a dir poco aspra da parte di tutti e comprendono che c'è una sola maniera per zittire quelle voci....portare a casa lo scudetto. Si rimettono a lavorare in palestra a testa bassa, cercando di non dar peso ai giudizi sul loro conto, unendosi sempre più, diventando una vera SQUADRA che lotta fino all'ultimo pallone per un obiettivo comune. Ma la strada è davvero lunga e quando si semina non si possono raccogliere subito i frutti del proprio lavoro.

Piacenza alla penultima giornata li supera in classifica, ma si riscattano nell'ultima partita di campionato spedendo a casa con un secco 3-0 al Fontescodella proprio gli emiliani.


Play off. Con Verona in gara 1 un brivido immenso assale i tifosi: vanno sotto 2-1, poi recuperano e portano a casa la vittoria. Da quell'istante in poi non perderanno più un set fino alla semifinale con Modena. I canarini con uno Ngapeth in gran forma sembrano in grado di impensierire seriamente i maceratesi, ma il campo dà un esito implacabile: la serie si conclude con un bottino di 9 set a 0 per i vincitori della regular season.

La Lube è in finale! Contro chi? Serve un'emozionante gara 5 tra Piacenza e Perugia per definire la sua sfidante, ma alla fine sono gli umbri a scamparla mostrando di aver fatto passi da gigante rispetto alla finale di Coppa Italia. E' così che Atanasijevic la spunta su Vettori, Buti su Simon e Vujevic/Petric su Zlatanov/Papi. 
Tutta la città è in festa, per loro è già un grandissimo risultato essere riusciti ad arrivare al rush finale, ma visto il loro entusiasmo e il loro gioco con un Aleksandar mattatore assoluto hanno tutto il diritto di pensare a conquistare l'ambito trofeo.


Gara 1, PalaBaldinelli di Osimo completamente gremito. La Lube parte male, sugli spalti già si registrano i primi malumori. Nel secondo parziale riescono a vincere, ma è quando si trovano sotto di 2-1 che arriva la reazione che tutti volevano e dopo una sfida emozionante portano a casa la gara (da segnalare un grande Kurek, MVP, in attacco e a muro).

Nel dopo gara Giuliani accusa il secondo allenatore perugino di essersi intrufolato in una stanza chiusa a chiave per rubare i materiali utilizzati dagli scout per preparare la partita. La Sir non smentisce, ma si limita a scusarsi dell'accaduto e classifica quel gesto come un'iniziativa del singolo in cui gli altri non c'entrano. Il clima si fa infuocato, soprattutto sui social network e c'è chi addirittura arriva a giustificare il gesto del secondo allenatore!

Gara 2, PalaEvangelisti di Perugia. Il pubblico umbro è a dir poco assordante, colorato e esaltato: sostengono i loro beniamini dall'inizio alla fine, il palas è uno spettacolo. Macerata sembra poter vincere, ma non ha fatto i conti con Atanasijevic (MVP) e compagni: è un altro 3-2, che stavolta sorride ai perugini.

Gara3, di nuovo a Osimo, è nel segno del nervosismo e in effetti la gara dal punto di vista tecnico non è esaltante. L'inarrestabile, fino a quel momento, opposto serbo non riesce a confermarsi con una . Sugli scudi la prestazione del regista Baranowicz che riesce a trovare sempre la soluzione più efficace e a smarcare bene i suoi compagni mentre in negativo spicca l'appena 13% di capitan Vujevic.



Nel finale di terzo set Kovac viene espulso (forse una punizione eccessiva) e questo causa ulteriore nervosismo alla squadra e allo staff umbri, nervosi dall'inizio del match. Appena terminata la partita Boban viene intervistato e, probabilmente ancora scosso per il cartellino e la sconfitta, si lascia andare a dichiarazioni alquanto discutibili e pesanti nei confronti di una squadra che lo ha amato profondamente da giocatore e che continuava a ricordarlo con affetto.
Dopo tutto ciò, e dopo altri episodi che non mi va di ripetere, la finale si accende ulteriormente e lasciatemi dire che, a parte degli atteggiamenti negativi, comunque lo spettacolo in campo e sugli spalti ne ha beneficiato.

La Lube Banca Marche Macerata ora ha la possibilità di chiudere i conti, ma dovrà andare a vincere in un palazzetto che è una vera bolgia e dopo tutte le polemiche sarà ancor più caldo del solito.......

TO BE CONTINUED......

lunedì 3 marzo 2014

Final Four Coppa Italia




Siete pronti per vivere la Final Four di Coppa Italia maschile di volley? Ormai manca poco a uno degli appuntamenti più importanti della stagione pallavolistica. Sabato 8 e Domenica 9 al PalaDozza di Bologna si giocheranno semifinali e finale che assegneranno la Coppa, vinta l'anno scorso da Trento. Chi riuscirà a portare a casa l'ambito trofeo? 

PIACENZA, TRENTO, MACERATA, PERUGIA?


Final Four social

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Twitter: #delmontecoppaitalia1

giovedì 13 febbraio 2014

Arianna Fontana in finale

Alle 13.05 tutti davanti alla tv per tifare ARIANNA FONTANA nella finale dello short track, specialità 500 m.

Per scaramanzia non dico nient'altro, solo FORZA ARIANNA!


Arianna Fontana
Foto Corbis

martedì 23 luglio 2013

domenica 19 agosto 2012

Cicolari-Menegatti seconde nel Grand Slam di Pechino

Si chiude con una sconfitta in finale l'avventura delle beachers azzurre nel Grand Slam di Pechino. La coppia formata da Cicolari-Menegatti si è dovuta arrendere alle brasiliane Larissa-Juliana, che si sono imposte per 2-0 (21-16, 22-20).
La finale è stata una gara emozionante, giocata punto a punto, con le nostre ragazze che hanno avuto anche due possibilità di chiudere a proprio favore il secondo set, portando così il match sull' 1-1. Le campionesse del mondo, però, sono riuscite a pareggiare sul 20-20 per poi chiudere il match 22-20.

Capolavoro Cicolari-Menegatti semifinale  al Grand Slam

domenica 12 agosto 2012

Russia-Brasile finale pallavolo maschile

Vi consiglio caldamente di seguire la finale  di pallavolo maschile Russia-Brasile... non ve ne pentirete!!


SPETTACOLO PURO...

sabato 11 agosto 2012

FINALE PER MOLFETTA!

Grandissimo risultato per Carlo Molfetta. L'azzurro ha vinto la semifinale nella categoria +80 kg battendo il maliano Daba Modibo Keita 6-4. Questa sera alle 23.30 (ora italiana) ci sarà la finale.

Cammarelle in finale!

Roberto Cammarelle ha conquistato la finale battendo per 13-12 l'azero Medzhidov
Nonostante il punteggio con distacco minimo il match è stato sin dall'inizio a senso unico, ma i giudici si sono mostrati ancora una volta penalizzanti nei confronti degli italiani. L'importante, però, è che abbia vinto chi meritava, ovvero il nostro azzurro!


Roberto Cammarelle a Londra 2012

Direi che possiamo ritenerci soddisfatti di questa giornata: due bronzi, tre finali conquistate e una finale per il bronzo da disputare.

FORZA AZZURRI!!

venerdì 10 agosto 2012

Giorno 14: serata agrodolce per l'Italia

Da Londra arrivano due notizie: una bruttissima e l'altra bellissima.

Iniziamo con la prima: l'Italia del volley ha perso nettamente 3-0 contro il Brasile. Risultato accettabile, visto il prestigio dei verdeoro, ma in questo caso è diverso: gli azzurri in pratica non sono neanche scesi in campo, perlomeno a livello mentale. Sono entrati in campo già convinti della loro inferiorità. Hanno tenuto testa agli avversari solo all'inizio del primo e del terzo set, mollando però appena i brasiliani andavano in vantaggio.




Non voglio parlare delle scelte tattiche, o delle prestazioni dei singoli giocatori (solo capitan Savani salverei). Dico solo una cosa: ANCORA NON E' FINITA QUI. DOMENICA SI GIOCA CONTRO LA BULGARIA PER UNA MEDAGLIA. NON E' D'ORO, MA NON VUOL DIRE CHE NON SIA PRESTIGIOSA. QUINDI: TIRATE FUORI LE PALLE (scusate il francesismo) E ANDATE A PRENDERVELA!


Passiamo alla seconda, decisamente più bella: IL SETTEBELLO E' IN FINALE!!
I ragazzi di Campagna hanno battuto la favorita Serbia per giocando una partita perfetta, stando sempre avanti e mettendo continuamente pressione agli avversari. Non potevano dare un'interpretazione migliore al match. E ora neanche la Croazia fa tanto paura.






In ogni caso, sempre e comunque FORZA ITALIA!

Giorno 14: Russo in finale!

Strepitosa rimonta di Clemente Russo nella semifinale dei pesi massimi contro l'azero Mammadov. Al termine del secondo round l'azzurro si trovava in svantaggio per 9-6, ma nell'ultimo round ha dato il meglio di sè e ha ribaltato il risultato concludendo con il punteggio di 15-13. Ora in finale sfiderà il campione del mondo ucraino Usyk (da lui già battuto).

martedì 7 agosto 2012

Giorno 11: immensa Josefa!

Strepitosa Josefa Idem, alla sua ottava partecipazione olimpica.






Con una grande rimonta nel finale l'atleta azzurra ha vinto la sua semifinale del K1 accedendo così di diritto alla finale in programma dopodomani alle 11 (ora italiana).