"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."
ARISTOTELE
"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."
USAIN BOLT
"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."
Il Brasile che perde 3-0 già fa notizia da sè, ma se addirittura la squadra di Zè Roberto perde con un punteggio simile in una semifinale mondiale diventa una news sconvolgente. Le verdeoro sono state capace di esprimere il loro gioco fluido e perfetto soltanto nel secondo set, per il resto gli Stati Uniti sono stati capaci di imporre il loro ritmo per tutta la durata del match. Una supremazia che è diventata quasi imbarazzante nell'ultimo set.
Foto: Cucchetti / Get Sport Media
Il Brasile perde l'ennesima occasione per conquistare il Mondiale, l'unico trofeo che manca in bacheca oltre alla Coppa del Mondo, mentre gli Stati Uniti tornano in finale di nuovo dopo il 2002, anno in cui furono sconfitti dall'Italia.
Speriamo in un remake di quella partita e ricordate sempre: FORZA AZZURRE!!!
La Polonia è riuscita nell'impresa storica di vincere il Mondiale di volley maschile in casa, 40 anni dopo la prima e fino a ieri unica affermazione.
I ragazzi di Antiga hanno perso nettamente il primo set, ma sono riusciti a cambiare rotta nel secondo parziale che hanno vinto per 25-22 dopo aver subìto a metà set la rimonta del Brasile.
Il terzo è stato caratterizzato da un grande equilibrio con una maratona punto a punti avvincente. Chiude la Polonia sul 25-23 dopo un attacco di Mika e un attacco di Lucarelli che colpisce l'asta.
Il quarto parziale è stata una vera e propria impresa per la Polonia. Sul 20-17 per il Brasile sembra chiaro ormai un epilogo al tie break, ma quando Winiarski mette a segno l'attacco della parità sul 21-21 il pubblico inizia a crederci e con esso anche la squadra. Il Brasile invece si scioglie come neve al sole, commette pasticci su pasticci e deve arrendersi ai padroni di casa: 25-22, la Polonia è campione del mondo.
Per il Brasile sfumata la possibilità di scrivere la storia conquistando quattro Mondiali consecutivi, traguardo che nessuna squadra finora è mai riuscita a raggiungere.
Decisivo in quest'ultima sfida Mika, autore di 22 punti, che con il 56% in attacco e una solida ricezione (è stato preso di mira dai battitori brasiliani per lunghi frangenti) ha trascinato la sua squadra alla vittoria.
Non in splendida forma, invece, Wlazly, che chiude un Mondiale giocato comunque ad altissimi livelli e pone fine alla sua lunga carriera in Nazionale.
Cambia la gara, ma non cambia il podio e le medaglie per gli azzurri. Negli 800sl maschili si ripete lo scenario dei 1500sl con un Paltrinieri padrone assoluto della gara che porta a casa un altro oro davanti all'atleta delle Far Oer, Pal Joensen, mentre Gabriele Detti si piazza al terzo posto.
Questi i riscontri cronometrici:
1) GREGORIO PALTRINIERI 7'44"98
2) PAL JOENSEN 7'48"49
3) GABRIELE DETTI 7'49"35
Paltrinieri si conferma quindi il miglior mezzofondista d'Europa. Il prossimo obiettivo? Andare a prendere l'inarrivabile (per ora) primatista e campione del mondo Sun Yang.
Il bronzo di Detti, invece, porta con sè un pò più di rammarico rispetto ai 1500: lui, che detiene il record europeo della distanza, puntava almeno all'argento, ma ha trovato sulla sua strada lo stesso Joansen che gli aveva precluso la seconda posizione già nell'altra gara.
Splendida rimonta quella effettuata da Federica Pellegrini nella staffetta 4x200 sl femminile. Il quartetto azzurro composto da Alice Mizzau, Stefania Pirozzi e Chiara Masini Luccetti ha conquistato un oro davvero difficile da immaginare ai 600 m. Ma l'Italia ha Fede, la nuotatrice italiana più forte di tutti i tempi, e metro dopo metro inizia a recuperare un vantaggio che sembrava incolmabile: quasi 5 secondi la separavano dalla Svezia.
All'ultima vasca vira a più di due secondi di ritardo, ma la staffettista Stina Gardell non ce la fa più, la Pellegrini lo capisce e ne approfitta. Gli ultimi 25 metri sono da manuale: ad ogni bracciata colma sempre di più il gap che la separa dalla svedese e chiude in 7'50"53 toccando per prima.
E' un oro storico, insperato, una vera e propria impresa di Federica.
LaPresse
Il tempo fatto registrare dalla Pellegrini non è molto entusiasmante, 1'56"52, soprattutto se confrontato con quello segnato dalla Sjoestroem, 1'53"64 (che però ha deciso di non prendere parte alla gara singola), ma ciò che ha entusiasmato della sua prestazione è il coraggio di crederci fino in fondo, di non limitarsi a controllare la situazione e ad accontentarsi dell'argento. Appena ha visto uno spiraglio ne ha approfittato e con un rash finale che poteva compiere solo lei ha raggiunto e superato la Svezia.
Di Pellegrini ce n'è una sola e ogni volta che scende in vasca lo dimostra alla grande, in barba alle critiche che in troppi le lanciano addosso.
Fede è un patrimonio per tutta la nazione e rappresenta il nostro paese al meglio.
La gara dei 1500 sl è stata ricca di emozioni per l'Italia. Gregorio Paltrinieri, già bronzo mondiale a Barcellona lo scorso anno e campione europeo nel 2012, si è confermato sul gradino più alto del podio con una prestazione spettacolare.
14'39''33 il tempo fatto registrare dall'azzurro di Carpi che sancisce anche il nuovo record europeo andando a scalzare il 14'43"21 di Yuri Prilukov sancito a Pechino, quando ancora si usava il costume gommato.
Gregorio ha attaccato sin dalla partenza impostando la gara ad un ritmo impressionante e non ha avuto nessun cedimento improvviso nel finale, seppur abbia dichiarato che dopo i 1200 m non si sentisse più le braccia. Una performance strepitosa che avvicina notevolmente l'inarrivabile, per ora, Sun Yang, il detentore del record mondiale.
La superba prova di Paltrinieri viene condita da un altrettanto splendido bronzo del suo compagno di allenamenti e amico Gabriele Detti: 14'52"53 il tempo che gli ha permesso di salire sul podio alle spalle di Joensen, atleta delle Far Oer.
Il nuoto in vasca è iniziato ieri e ha già portato soddisfazioni all'Italia, ma non posso non citare le splendide tre medaglie conquistate dagli azzurri nell'ultima giornata del nuoto in acque libere e del sincronizzato.
Dell'oro di Libania Grenot nei 400 m e dell'argento di Valeria Straneo nella maratona femminile abbiamo già parlato. Ma non ho dedicato alcun post ad un'altra vittoria stupenda arrivata nella giornata conclusiva dei campionati europei di atletica.
Daniele Meucci, 28enne, ha conquistato un magnifico oro nella maratona maschile.
L'atleta, alla sua prima vera maratona, ha portato a casa la medaglia del metallo più pregiato. Una gara preparata in maniera meticolosa, studiando ogni minimo particolare e questa preparazione ha dato i suoi frutti. Meucci, che aveva già conquistato nei 10000 m un bronzo nel 2010 e un argento nel 2012, ha fermato il tempo a 2h11:08.
Un oro che bisogna vedere anche in prospettiva Rio 2016, visto che Daniele arriverà a quell'appuntamento a 30 anni, dunque ad un'età ideale, e con sicuramente più esperienza e maturità su questa distanza.
COMPLIMENTI MEUCCI!
Afp
La spedizione azzurra chiude al nono posto nel medagliere complessivo con due ori e un argento. Un bottino sufficiente, ma nonostante questo ci sono state molte ombre e risultati negativi che spingono ad un'accurata riflessione da parte della Federazione.
Ammettiamolo: prima dell'inizio della Final Six di World League a Firenze chi avrebbe scommesso sugli Stati Uniti? La maggior parte delle persone pronosticava una vittoria per il Brasile o la Russia o magari, perché no, anche per i nostri azzurri. Dopo la prima partita che ha visto opporsi gli USA e l'Italia i sostenitori di una vittoria azzurra sono aumentati: per una volta sembrava possibile arrivare all'oro. E invece......
La Russia non si è qualificata neanche per la semifinale (con le ipotesi peraltro anche abbastanza fondate di una sconfitta voluta dai brasiliani contro gli iraniani proprio per sbattere fuori i campioni olimpici in carica), l'Italia ha ceduto di schianto al Brasile con un imbarazzante primo set perso a 11 e gli Stati Uniti si sono imposti con facilità contro l'Iran.
FINALE
USA 3-1 BRASILE
GLI STATI UNITI VINCONO LA WORLD LEAGUE PER LA SECONDA VOLTA NELLA LORO STORIA
Primo set spettacolare, chiuso 31-29 a favore degli americani. Il Brasile non molla e si aggiudica il secondo parziale. I verdeoro sembrano poter conquistare la partita, ma gli Stati Uniti mostrano un gioco brillante e capitanati da un Sander in stato di grazia e da un Lee capace di stampare ben 7 muri riescono a chiudere il match con un attacco di Anderson.
Dal punto di vista del gioco il match ha proposto azioni lunghe ed emozionanti, muri e schiacciate davvero impressionanti. Il mio 10+ va al muro ad una mano di Holt su Lucas.
Per godervi tutte le azioni migliori della finale cliccate qui sotto:
Gli Stati Uniti avevano mostrato un buon gioco anche nella fase a gironi, eliminando Bulgaria e Serbia, ma non sembravano avere grandi chance per la vittoria. La prima sonora sconfitta inflitta dall'Italia in apertura aveva nutrito ancor più dubbi, ma gli americani sono poi riusciti a ritrovasi contro l'Australia e soprattutto contro l'Iran.
Sicuramente le prestazioni di Taylor Sender, 22enne neo acquisto di Verona, hanno dato una marcia in più a tutta la squadra, ma possiamo dire che il sestetto in generale è di altissimo livello. Da sottolineare il talento al palleggio classe 1993, Christenson, che ha mostrato di saper guidare al meglio i suoi attaccanti. Eccellenti le prove dei due centrali, Lee e Holt. Anderson, ormai utilizzato sempre come opposto, ha mostrato di sapersi calare perfettamente in questo ruolo e ha contribuito al successo del team. Il libero Shoji è riuscito a contenere bene le battute dei brasiliani e i loro attacchi.
Insomma, una squadra che rappresenta un bel mix tra giovani e giocatori più esperti e che si candida a recitare un ruolo da protagonista ai Mondiali.
Capitolo Italia. C'è chi è felicissimo di questa medaglia e ne va fiero, d'altronde è pur sempre un bronzo che ci conferma il valore altissimo della squadra, ma non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Per me è davvero grave il fatto che riusciamo sempre ad arrivare alle fasi finali delle competizioni importanti, ma che stecchiamo sempre la partita decisiva. Non è tanto una questione di fisicità o tecnica, i giocatori validi li abbiamo, ma mentalmente non riusciamo mai ad entrare bene in partita.
Più che un bronzo che vale oro è un bronzo che vale poco per me.
Spero di essere smentita dagli azzurri ai prossimi mondiali in Polonia. Dopo 3 anni in cui abbiamo collezionato solo argenti e bronzi un oro mondiale sarebbe il giusto coronamento di un percorso sin qui davvero importante e ricco di soddisfazioni, ma che non ci ha mai regalato una vittoria completa.
I mezzi li abbiamo, i giocatori anche, bisogna solo cambiare atteggiamento nelle partite chiave e ce la possiamo fare.
Su Facebook, Twitter..centinaia di condivisioni, di messaggi di protesta contro Malagò e il Coni per non aver parlato di pallavolo nella serata di festeggiamenti dedicata al 100° anniversario di questa istituzione.
Ma vi rendete conto che si stava festeggiando il CONI, Comitato OLIMPICO Nazionale Italiano?? In quei messaggi e post la gente si lamenta perché hanno parlato di....
sci, con Alberto Tomba che ha fatto scoprire a una nazione intera questa disciplina che prima era sconosciuta
di atletica, con Sara Simeoni che è il simbolo delle atlete italiane ed è stata votata, insieme a Tomba, atleta del centenario
Foto: CONI
di pallanuoto, che ha portato a casa la medaglia d'oro ben 3 volte con i maschi e una con le femmine. E l'impresa del Settebello a Barcellona 1992 quando riuscirono ad essere più forti dell'arbitraggio contro, degli spagnoli agguerriti in piscina e sugli spalti, che è stato uno dei momenti più belli nella storia dello sport nostrano.
di nuoto, con Federica Pellegrini, che può essere antipatica quanto vi pare, ma che è in assoluto una delle sportive italiane più forti di sempre, la prima donna a vincere un oro nel nuoto nella competizione a cinque cerchi (l'incursione di Magnini non l'ho apprezzata neanche io, ma in Italia si sa, il gossip è più importante dei risultati)
Foto: CONI
Davvero vogliamo mettere in discussione questi personaggi e questi avvenimenti, veri e propri miracoli sportivi che hanno rappresentato l'Italia negli anni, simboli ed esempi per migliaia di bambini e appassionati?
La pallavolo italiana ha forse vinto un oro alle Olimpiadi e non me ne sono accorta? SI PARLAVA DI OLIMPIADI, DIAMINE! Informatevi prima di accusare. Nella diretta si è parlato di ORI OLIMPICI!
Concordo solo sul fatto che avrebbero dovuto invitare dei pallavolisti, come ad esempio Samuele Papi, due bronzi e due argenti olimpici, o Andrea Giani, due argenti e un bronzo. Questa è stata veramente una mancanza irreparabile.
Ma addirittura chiedere che fosse citata la storia di Jack Sintini o di Bovolenta, che sono entrambe drammatiche e allo stesso tempo stupende e toccanti, ma che con quella serata non c'entravano assolutamente nulla!
Neanche la pallacanestro è stata nominata, eppure ha portato a casa due argenti, nel 1980 e nel 2004, ma nessuno si è lamentato!
Forse, oltre al male peggiore per il volley italiano, ovvero i dirigenti che pensano solo a se stessi e mai allo sport che dovrebbero tutelare e promuovere, anche quelle pseudo tifose che ormai hanno trasformato la pallavolo nostrana in un covo per bimbeminchia assatanate a cui importa solo se un giocatore è figo e che non sanno niente del volley passato in qualche modo stanno "rovinando" il nostro sport.
Paolo Nicolai e Daniele Lupo hanno scritto per l'ennesima volta una bella pagina di storia del beach volley italiano. Battendo in finale la coppia lettone composta da Smedins- Samoilovs hanno conquistato il titolo europeo, prima volta per una coppia di beachers al maschile.
La partita è stata emozionante, soprattutto nel terzo e decisivo set.
Il primo parziale se lo aggiudica la coppia azzurra per 21-19: i due atleti sono riusciti a mantenere fino alla fine un break point di vantaggio e a chiudere il primo set a proprio favore.
Il secondo set è stata tutta a trazione lettone: gli avversari dei due italiani se lo sono aggiudicato per 21-14.
Ma la vera sfida inizia nel tie-break. All'inizio i lettoni sembrano essere più in palla rispetto a Lupo-Nicolai e quando si arriva al 13-11 per loro il finale sembra già essere stato scritto.
La realtà si dimostra essere ben diversa dalle aspettative e grazie ai muri di Nicolai e alle difese di Lupo i due azzurri riescono a ribaltare la situazione e a vincere l'oro sul 17-15.
Il pubblico sardo esplode di gioia:
L'ITALIA E' SUL GRADINO PIU' ALTO DEL PODIO!
Siamo "solo" nel 2014, la strada verso Rio è ancora lunga, ma le premesse sono davvero ottime.
Mi ha colpito in particolare la prestazione di Lupo. Ricordo che due anni fa alle Olimpiadi di Londra era considerato l'anello debole della coppia, colui che commetteva errori troppo gravi e che con questo penalizzava il compagno. Beh, oggi ha dimostrato ancor di più come sia cresciuto e come ora vada a formare una coppia perfetta con l'abruzzese: l'uno in difesa, l'altro a muro hanno sfornato una grande prestazione.
E un applauso anche per l'entusiasmo crescente che questi due sono riusciti a far nascere e sviluppare attorno ad una disciplina quasi per niente considerata in Italia fino a poco tempo fa e relegata a mero passatempo da spiaggia.
Chi crede che il beach volley non sia un vero sport dovrebbe assolutamente vedere questa partita, o perlomeno l'ultimo set.
A causa dei miei impegni universitari non ho potuto seguire da vicino l'intera avventura degli azzurri, ma oggi pur di sostenerli in diretta ho deciso di concedermi una pausa-beach volley.
E' un risultato storico infatti quello ottenuto da Nicolai-Lupo nel panorama del beach volley italiano al maschile: mai nessuna coppia era arrivata a giocarsi la sfida decisiva per l'oro e loro potranno anche contare sull'apporto del pubblico di casa, assai numeroso e soprattutto caloroso dall'inizio della manifestazione.
Tra i pochi motivi per cui vale la pena pagare il canone Rai metto al primo posto senza alcun dubbio il programma "Sfide". Per chi non lo conoscesse, parla di sport, di storie di atleti che sono prima di tutto uomini e campioni nella vita. Spesso si concentra su specifici argomenti, ad esempio ultimamente stanno andando in onda le sfide mondiali, ovvero le rivalità calcistiche tra l'Italia e le più grandi nazioni, come Brasile o Germania. Prima delle Olimpiadi c'erano state le sfide olimpiche, che raccontavano le imprese dei più grandi campioni a cinque cerchi.
Insomma, per gli amanti di storie di sport "Sfide" è una manna dal cielo, una sorgente di acqua fresca e pulita in mezzo al deserto. Il programma è stato ideato da Simona Ercolani, giornalista che ammiro profondamente e che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo in un incontro sulla violenza sulle donne e negli ultimi due anni viene presentato da un grande Alex Zanardi.
Spulciando tra i link che ho messo tra i "Preferiti" negli ultimi anni ho ritrovato questa perla, in cui Andrea Zorzi e Andrea Lucchetta raccontano il Mondiale di volley del 1990, il primo vinto dalla futura GENERAZIONE DI FENOMENI. Ogni volta che rivedo questo video mi emoziono e mi commuovo, soprattutto per le parole finali di Lucky, velate da una dolce malinconia.
"E quindi è stato un qualcosa che poi alla fin fine però è sfociato in un momento di tristezza totale perché quando siamo arrivati comunque sul podio, quando abbiamo alzato la coppa al cielo e ho passato quella coppa, che rappresentava fondamentalmente il sogno di una vita, alla fin fine ho realizzato che questo sogno era finito. Quello per cui avevi cercato di lottare, di vincere..Avevi cercato comunque in ogni caso di sacrificarti per poterlo arrivare poi a raggiungere..... se n'era andato. E cosa ti rimaneva? La tristezza di quell'attimo fuggente. E per cui mi sono sentito svuotare completamente".
Gli azzurri sul gradino più alto del podio a Londra Credits: Ap/LaPresse
Il Mondiale di Budapest si conclude nel modo migliore per l'Italia. Dopo l'oro a squadre delle ragazze del fioretto anche gli uomini non sono stati da meno: anche loro salgono sul gradino più alto del podio, confermando la vittoria di Londra, battendo gli USA per 45-33. I protagonisti sono gli stessi dell'impresa inglese: Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Giorgio Avola e la riserva Valerio Aspromonte.
La vera prova di forza, però, arriva in semifinale con la Russia di Cerioni: 45-44 in un finale thrilling.
La finale, invece, non è mai stata in discussione con gli azzurri sempre in vantaggio.
Era l'atleta più atteso, come sempre d'altronde. E' il velocista che dà spettacolo prima, durante e dopo la gara, la più emozionante e la più veloce di tutte, la regina dell'atletica, i 100m piani.
Tutti sanno quanto sia difficile vincere, ma soprattutto quanto impegno, sacrificio e anche fortuna ci voglia per riconfermarsi. Sembra che Usain Bolt sappia farlo come nessun altro.
Ieri sera lo sprinter giamaicano ha vinto, come da pronostico, i 100m, fermando il tempo a 9"77. Un buon crono se si considera il vento contro e la pioggia battente che ha reso la falcata meno impetuosa del solito.
Forse sta proprio lì la notizia: Bolt vince, ma non stravince. L'americano Gatlin chiude in 9"85 e l'altro giamaicano Cole in 9"98.Non ci sono più tutti quei metri di distacco tra Bolt e il resto del mondo, tra l'alieno e i "normali" e il tutto renderà le prossime sfide ancor più emozionanti.
Ai Mondiali di scherma in corso di svolgimento a Budapest la spedizione azzurra per ora non sta brillando in maniera prorompente.
Per fortuna ci hanno pensato le fiorettiste Arianna Errigo e Elisa Di Francisca a riempire il bottino delle medaglie italiane, rispettivamente con l'oro e il bronzo. In finale l'azzurra ha battuto 15-8 la tedesca Caroline Golubytskyi, che in semifinale aveva superato la jesina.
Credits: LaPresse
Credits: Epa
Ora sarà la volta della sciabola femminile, ma in campo maschile possiamo annoverare già la medaglia sicura per il 26enne romano Valerio Aspromonte, giunto in semifinale battendo 15-6 il cinese di Hong Kong Cheung.