Citazioni olimpiche

"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."

ARISTOTELE

"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."

USAIN BOLT

"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."

CANDIDO CANNAVO'
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martedì 19 agosto 2014

Europei di atletica: 3 medaglie in tutto per l'Italia

C'è voluto per ritrovare fiato. Un giorno memorabile. Epa
Reuters
Dell'oro di Libania Grenot nei 400 m e dell'argento di Valeria Straneo nella maratona femminile abbiamo già parlato. Ma non ho dedicato alcun post ad un'altra vittoria stupenda arrivata nella giornata conclusiva dei campionati europei di atletica. 
Daniele Meucci, 28enne, ha conquistato un magnifico oro nella maratona maschile.
L'atleta, alla sua prima vera maratona, ha portato a casa la medaglia del metallo più pregiato. Una gara preparata in maniera meticolosa, studiando ogni minimo particolare e questa preparazione ha dato i suoi frutti. Meucci, che aveva già conquistato nei 10000 m un bronzo nel 2010 e un argento nel 2012, ha fermato il tempo a 2h11:08.

Un oro che bisogna vedere anche in prospettiva Rio 2016, visto che Daniele arriverà a quell'appuntamento a 30 anni, dunque ad un'età ideale, e con sicuramente più esperienza e maturità su questa distanza.

COMPLIMENTI MEUCCI!

Oro! Daniele Meucci vince la maratona d Zurigo! Afp
Afp
La spedizione azzurra chiude al nono posto nel medagliere complessivo con due ori e un argento. Un bottino sufficiente, ma nonostante questo ci sono state molte ombre e risultati negativi che spingono ad un'accurata riflessione da parte della Federazione.

sabato 16 agosto 2014

Sorelle d'Italia

ORO

LIBANIA GRENOT 

400 M FEMMINILI

OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images

ARGENTO

VALERIA STRANEO

MARATONA FEMMINILE

Atletica, Europei: medaglia d'argento per la Straneo nella maratona
Ansa

lunedì 12 agosto 2013

Bolt si conferma l'atleta più veloce al mondo

Anja Niedringhaus/AP

Era l'atleta più atteso, come sempre d'altronde. E' il velocista che dà spettacolo prima, durante e dopo la gara, la più emozionante e la più veloce di tutte, la regina dell'atletica, i 100m piani.

Tutti sanno quanto sia difficile vincere, ma soprattutto quanto impegno, sacrificio e anche fortuna ci voglia per riconfermarsi. Sembra che Usain Bolt sappia farlo come nessun altro.

Ieri sera lo sprinter giamaicano ha vinto, come da pronostico, i 100m, fermando il tempo a 9"77. Un buon crono se si considera il vento contro e la pioggia battente che ha reso la falcata meno impetuosa del solito.

Forse sta proprio lì la notizia: Bolt vince, ma non stravince. L'americano Gatlin chiude in 9"85 e l'altro giamaicano Cole in 9"98.Non ci sono più tutti quei metri di distacco tra Bolt e il resto del mondo, tra l'alieno e i "normali" e il tutto renderà le prossime sfide ancor più emozionanti.

giovedì 9 agosto 2012

800m: RECORD DEL MONDO DI RUDISHA!



L'arrivo di David Rudisha nell'800 più veloce di sempre. Reuters
Foto: Reuters


Strepitoso record del mondo fatto segnare dal keniano David Rudisha negli 800m: 1'40"91. Nel finale ha contenuto il ritorno di Nijel Amos, ragazzo della Botswana che centra la prima medaglia olimpica nella storia del suo Paese. Bronzo al keniano Kitum.
Rudisha ha 23 anni, Amos 18, e Timothy Kitum 17.

 E' il podio più giovane della storia olimpica negli 800 sin dalle origini dei Giochi moderni nel 1896. 

BOLT LEGGENDARIO!

Lo aveva detto prima dell'inizio dei Giochi: per entrare nella leggenda dovrò ripetere l'impresa di Pechino. Manca ancora la staffetta 4x100 (e chi glielo frega l'oro alla Giamaica?), ma stasera è già entrato nella leggenda, nel mito, vincendo i 200 metri con il tempo di 19.32, lo stesso siglato da Johnson nel 1996.
Alle sue spalle i compagni Blake e Weir, podio tutto giamaicano.


Bolt-allo-united




mercoledì 8 agosto 2012

In bocca al lupo Alex!

Ho seguito con attenzione la conferenza stampa di Alex Schwazer, dall'inizio alla fine. E' stata così vera e incredibilmente commovente che, ogni volta che lui si metteva a piangere, anche io mi sono trovata con gli occhi lucidi senza rendermene quasi conto. Avrei voluto quasi porgergli la mano e rassicurarlo dicendogli che tutto si sarebbe risolto.

Credo che questo giorno verrà ricordata a lungo: ogni volta che qualche atleta viene accusato di doping inizia a inveire contro tutto e tutti, dichiarando di voler fare ricorso perchè lui non c'entra nulla, ha subito una grande ingiustizia e via dicendo...

ALEX NO. Alex si è preso subito le sue responsabilità: io mi sono dopato, io VOGLIO (non devo, è ben diverso) pagare per l'errore enorme che ho commesso. Non ha messo scuse, anzi, si è mostrato davanti all'Italia intera per come realmente è: un ragazzo troppo fragile per sopravvivere in un mondo così complicato come quello dell'atletica. Mi ha fatto molta impressione vederlo in quello stato: distrutto, completamente lacerato nell'animo, non riusciva neanche a guardare in faccia i giornalisti in alcuni frangenti perchè il peso della vergogna è troppo. Appena saputa la notizia ho provato un misto di rabbia e delusione perchè Alex per me era un esempio: atleta formidabile, ragazzo speciale. Lo seguo sin dagli esordi, perciò mi sentivo tradita, come se fosse un mio caro amico o parente. Ma è durato un attimo, subito dopo ho iniziato a chiedermi il perchè: c'è sempre un motivo valido dietro al ricorso al doping da parte di un atleta di successo e quello di Alex è la FRAGILITA'




Fragile...

Perchè vedi i tuoi affetti più cari soltanto poche volte al mese e non puoi goderteli come vorresti.
Perchè appena vinci vieni esaltato come un eroe, ma appena perdi sei messo alla gogna e vieni considerato un "coglione", come ha detto lui stesso (esempio lampante: le stesse persone che dopo Pechino 2008 lo esaltavano a eroe nazionale, oggi quando si riferiscono a lui utilizzano espressioni come "il tedesco", "l'austriaco", "l'altoatesino, non è al 100% italiano").
Perchè dopo 10 mesi di allenamenti estenuanti e rinunce non sopporti un decimo posto o un ritiro da una gara importante.
Perchè, improvvisamente, dopo molti anni trascorsi a correre, non riesci più a provare quel piacere che prima ogni giorno sentivi.
Perchè si dice che un grande atleta è colui che è capace di non preoccuparsi dei commenti negativi e impropri sul suo conto, ma quando cominciano ad essere troppi e insulsi non riesci a farteli scivolare addosso.

Alex non amava più marciare, ma tutti gli dicevano che non poteva smettere, aveva troppo talento.
Alex si sentiva schiacciato dal peso che gli derivava dall'oro di Pechino.
Alex voleva uscire a tutti i costi dal mondo dello sport e ha scelto la maniera più sbagliata, ma allo stesso tempo più drastica e rapida che potesse scegliere. Se è arrivato ad un punto in cui pur di non gareggiare più è voluto ricorrere al doping vuol dire che c'era qualcosa che non andava, che la sua testa non ragionava più, che era arrivato ad un punto di non ritorno.




La gente può continuare ad attaccarlo come vuole, ognuno è libero di pensarla liberamente, ma io non mi permetto di dire nulla di inappropriato riguardo l'Alex ragazzo. Quando siamo noi a sbagliare meritiamo una seconda possibilità, quando invece sono gli altri siamo tutti pronti a puntare il dito contro il malcapitato di turno.
Ha sbagliato, è il primo a saperlo, ma parlando di questa vicenda io non utilizzerei la parola ERRORE, bensì DEBOLEZZA. Alex ha solo una colpa: l'essere troppo fragile e questo lo fa apprezzare ancor di più perchè lo rende più umano e vicino a noi comuni mortali. Se uno è capace di percorrere 50 km a ritmo di marcia lo giudichi un marziano, non una persona comune, invece oggi si è dimostrato un ragazzo normalissimo, con tutte le sue debolezze. 

Un'altra immagine che non scorderò mai è quella del padre che, intervistato, scoppia in lacrime dicendo che è stata colpa sua perchè un padre dovrebbe capire quando un figlio sta male e aiutarlo, cosa che lui non ha fatto. Mi ha riportato indietro nel tempo, alla vicenda di Marco Pantani, il primo idolo che abbia avuto da bambina. Facciamo in modo che la vicenda Schwazer non diventi un Pantani 2, lasciamogli vivere la sua vita in pace, ha diritto a costruirsi un futuro migliore, fatto di lavoro, amici, famiglia, fidanzata... una vita NORMALE. E' buffo pensare che ci sono persone che pagherebbero miliardi per ottenere una medaglia d'oro olimpica e invece chi è riuscito ad ottenerla non desideri altro che un'esistenza tranquilla.

Alex, io sono con te. In bocca al lupo per la tua vita. Se prima ti stimavo molto, dopo queste tue dichiarazioni la mia stima non è affatto diminuita, anzi.


martedì 7 agosto 2012

Giorno 11: dramma Liu Xiang

Ricordo ancora come fosse successo ieri il dramma di Pechino 2008: più di un miliardo di cinesi pronti ad applaudire e gioire insieme al loro atleta più atteso, l'uomo copertina dei Giochi, l'ostacolista Liu Xiang. E invece sappiamo tutti come è andata: a causa di un'infiammazione al tendine di Achille è stato costretto a ritirarsi facendo piangere di disperazione una nazione intera.



001liu-xiang.jpg



Liu attendeva con impazienza l'appuntamento di Londra per rifarsi con gli interessi e, invece, di nuovo la beffa: va a sbattere col primo ostacolo, cade a terra e non si rialza più. Probabilmente era già infortunato visto che si è presentato allo stadio già fasciato.

Bellissima la scena in cui viene aiutato ad uscire dagli altri atleti....

Questa è la dimostrazione che non sempre, purtroppo, ti viene concessa una seconda opportunità e che le Olimpiadi non riservano solo gioia e vittorie.


lunedì 6 agosto 2012

Una delle delusioni più grandi della mia vita da tifosa

E' difficile prendere la tastiera e scrivere qualcosa a poche ore dalla scoperta terribile della positività all'Epo da parte di Alex Schwazer. E' un compito arduo, ma siccome aprendo questo blog ho promesso a me stessa di raccontare tutto quello che riguarda le Olimpiadi mi sento in dovere di farlo perchè anche questo, purtroppo, fa parte dei Giochi.

Schwazer. Cognome impronunciabile, che tradisce una chiara origine altoatesina. Si sa, da quelle parti la gente non si sente molto italiana nella maggior parte dei casi, ma lui va in controtendenza: ogni volta che vince qualche medaglia sventola il tricolore. E di occasioni per sventolarlo ce ne sono: bronzo mondiale nel 2005 e nel 2007, argento europeo nel 2010. Ma soprattutto: ORO OLIMPICO NEL 2008 A PECHINO. E chi se la scorda quella medaglia? Tutta Italia ha sofferto con lui lungo i 50 km del percorso, lo ha incitato, spronato e alla fine ha gioito. Abbiamo cantato l'inno con la mano sul cuore e magari ci è scappata anche qualche lacrima, di gioia ovviamente.



Campione con la faccia da bravo ragazzo, semplice, riservato, incredibilmente critico con se stesso, determinato. Diventa un idolo per i ragazzini, un giovane atleta da prendere come esempio.

E poi.... 



Basta una parola, sei lettere, e tutto viene spazzato via. E' sufficiente un secondo per distruggere ogni impresa compiuta.
DOPING. Una condanna a vita, un marchio autoimposto che resterà impresso per sempre, come un tatuaggio indelebile inciso sulla pelle, come una cicatrice che neanche il tempo riuscirà ad eliminare.

I ricordi di quelle giornate storiche non si cancelleranno mai, ma sicuramente quando d'ora in poi qualcuno pronuncerà il nome di Alex lo ricollegherà a questa vicenda e non all'oro pechinese.
La sua carriera è finita, la sua vita è stata e sarà stravolta in maniera perentoria. Ormai quello che è fatto è fatto, non si può tornare indietro. Inutile ammettere le proprie colpe o il proprio dispiacere: quando ti dopi non c'è scusa che tenga.



Ma, nonostante tutto, non riesco ad essere arrabbiata al 100%. C'è un sottile 1% che mi provoca un immenso dispiacere per lui: grande nella marcia, probabilmente troppo debole nella vita. Quando si ricorre al doping vuol dire che c'è qualcosa dentro di sè che non va, ci si deve trovare ad un punto di non ritorno per assumere sostanze che sai già essere illecite. Vuol dire che si vuole vincere a tutti i costi. Evidentemente, l'oro olimpico, da gioia incontenibile deve essersi trasformato in una medaglia di colpo pesante come un macigno. I risultati che non vengono nonostante i sacrifici, l'idea del ritiro, magari smetto, oppure no, ci riprovo, riparto da capo, perchè se ho ottenuto la vittoria più agognata da uno sportivo un motivo ci deve pur essere. 
Invece le cose non si aggiustano, non sempre c'è un lieto fine. L'unico modo per tornare ad alti livelli subito è uno, il più losco, il più antisportivo, il peggiore che si possa immaginare.




Grazie a Dio non l'ha fatta franca, da amante dello sport puro sono fermamente contro il doping, ma io mi auguro vivamente che Alex riesca a uscire fuori da questa vicenda, a vivere una vita il più normale possibile. Pagherà eccome, già sta pagando, se ne accorgerà presto di come abbia rovinato la sua esistenza. Già nei social network ho letto commenti durissimi e legittimi. 

Sono delusa, amareggiata, triste, sconsolata... ma auguro a Alex di potersi svegliare, un giorno, tranquillo, senza quel peso sul cuore che ora di certo lo sta assalendo, e di specchiarsi senza provare vergogna. 

Dovrà dimostrare di essere un vero uomo, quello che non è stato in questa occasione.





Valeria

Olympic moments (parte 3)



OLYMPIC MOMENTS

Oscar Pistorius of South Africa exchanges bibs with Kirani James of Grenada after the Men's 400m semifinal on Day 9 of the London 2012 Olympic Games at the Olympic Stadium on August 5, 2012 in London, England.




Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

Source: Quinn Rooney/Getty Images Europe




Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

Alex Livesey/Getty Images Europe




Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

Phil Walter/Getty Images Europe



Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

Phil Walter/Getty Images Europe





Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

 Phil Walter/Getty Images Europe





Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

Alex Livesey/Getty Images Europe




Oscar Pistorius and Kirani James - Olympics Day 9 - Athletics

 Alex Livesey/Getty Images Europe

Olympic moments (parte 2)

OLYMPIC MOMENTS


Ieri prima del lampo di Bolt si è assistito ad uno dei "momenti più olimpici" di sempre.
Finale 3000 siepi maschili, vince il Keniota Kemboi, che si allena a Siena, davanti al francese Mekhissi-Benabbad. 
Prima si scambiano la canottiera in stile calcistico, mai visto nell'atletica.
Poi il francese prende in braccio e porta in trionfo il keniota.




domenica 5 agosto 2012

Olympic moments



LONDON, - AUGUST 05: Usain Bolt of Jamaica runs ahead of Ryan Bailey of the United States, Yohan Blake of Jamaica and Justin Gatlin of the United States to win the gold medal in the Men's 100m Final on Day 9 of the London 2012 Olympic Games at the Olympic Stadium on August 5, 2012 in London. (Photo by Phil Walter/Getty Images) 2012 Getty Images



LONDON- AUGUST 04: (EDITORS NOTE: THIS IMAGE WAS CREATED WITH A FISH EYE LENS) An athlete competes in the Women's Pole Vault qualification on Day 8 of the London 2012 Olympic Games at Olympic Stadium on August 4, 2012 in London. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images) 2012 Getty Images





100m: ancora oro per Usain Bolt!

(Afp/Dennis)
Apf/Dennis


Non c'è niente da fare: è sempre lui l'uomo più veloce del pianeta, il giamaicano Usain Bolt, già oro a Pechino 2008. 
Concludendo la gara in 9"63 ha anche firmato il nuovo record olimpico.

IMMENSO USAIN!

Waiting 4... Bolt/Blake

WAITING FOR.......


Bolt, Blake take to track as Phelps leaves pool


.......JAMAICAN DUEL BOLT/BLAKE!




ore 22:50 (ora italiana): NON PRENDETE IMPEGNI...

Giorno 8/9: aggiornamenti atletica

ATLETICA



20 km MARCIA M



Vittoria per il cinese Ding Chen che chiude a 1:18:46, stabilendo un nuovo record olimpico. È stata la gara delle grandi sorprese, con una storica medaglia per il Guatemala grazie all'argento di Erick Barrondo: per il ventenne un tempo di 1:28:57. Il bronzo va all'altro cinese Zhen Wang, a 1:19:25. Delusione per l'azzurro Giorgio Rubino, arrivato solo 42°.










400 OSTACOLI M




Sesto posto nella batteria della semifinale per Josè Reynaldo Bencosme che così non riesce a qualificarsi per la finale. Il giovane azzurro chiude in 50.07, anche per colpa di qualche errore negli ultimi ostacoli, ma si conferma come una speranza futura dell'atletica italiana. 




Italpress




400m F




Tetzo posto per l'italiana di origine cubana Libania Grenot, che nei 400 m registra un 51'18 che non la qualifica. 



Omega



MARATONA F




Dopo metà tracciato le atlete africane hanno deciso di alzare il ritmo: al 30km in testa ci sono tre keniane e due etiopi. Valeria Straneo si trova al nono posto, a circa 15 secondi dal gruppetto di testa. Molto più staccate la Incerti e la Console.







venerdì 3 agosto 2012

Giorno 7: aggiornamenti atletica, nuoto

ATLETICA

EPTATHLON F


Strepitosa prestazione di Jessica Ennis nella batteria dei 100 metri ostacoli valida per l’eptathlon. La britannica ha chiuso in 12’’54, stabilendo il nuovo record del mondo sulla distanza, battendo il precedente di 12''62 che apparteneva a Eunice Barber.





SALTO TRIPLO F




Simona La Mantia è fuori dalla finale. Per qualificarsi direttamente avrebbe dovuto superare i 14.30 mt o quantomeno classificarsi nelle prime 12. Purtroppo nei tre salti a sua disposizione è riuscita ad ottenere un misero 13.92 mt.









400 H M




Grande prova dell’italiano di origine dominicana José Reynaldo Bencosme de Leon, 20 anni, che nella terza batteria dei 400m ostacoli ha chiuso al terzo posto con un tempo di 49’’35, a soli due centesimi dal suo primato personale. Una prestazione che gli è valsa la qualificazione alle semifinali.





400 M F



Libania Grenot controlla il terzo posto nella sua batteria e passa il turno nei 400 metri femminili. L'azzurra ha corso in 52”13, gestendo bene il finale dopo un buon passaggio a metà gara. 





NUOTO





4X100 MISTA U





Ennesima delusione per il nuoto italiano. La 4x100m misti maschile esce già in batteria, chiudendo la propria prova al settimo posto con 3:36.88, a un abisso dal probabile tempo di qualificazione e a ben 4 secondi da quello fatto registrare dalla staffetta azzurra ai recenti Europei di Debrecen.



Afp




4X100 MISTA D





La staffetta italiana della 4x100 misti femminili non è riuscita a qualificarsi per le semifinali. Alle azzurre non è bastato il 4:02.20 con cui hanno chiuso al quinto posto la loro batteria; il tempo le ha relegate al'11esimo posto generale e fuori dalle otto staffette che si contenderanno le medaglie.













50 SL F





Erika Ferraioli ha concluso al terzo posto la sua batteria dei 50m stile libero con il tempo di 25”69, una prestazione che non le consente di entrare tra le migliori sedici atlete. Miglior tempo per l'olandese Kromowidjojo in 24”51.







1500 SL M




Gregorio Paltrinieri ha dominato la propria batteria nei 1500m stile libero, chiudendo la sua gara in 14’50’’18, con 6 secondi di vantaggio sul britannico Daniel Fogg e quasi 8 sul polacco Sawrymowicz. Il 17enne talento azzurro si è qualificato così col 4° crono alla finale di domani. Al quarto posto l’altro italiano Gabriele Detti, che firma il 13° tempo e non riesce a centrare la finale.

Alive



venerdì 27 luglio 2012

Lemaitre rinuncia ai 100 metri per concentrarsi sui 200

Il francese Christophe Lemaitre, campione europeo dei 100 metri, ha deciso di non gareggiare in questa specialità alle Olimpiadi per concentrarsi sui 200, gara in cui ha più chance di medaglia.
"Abbiamo scartato definitivamente di correre i 100 metri", ha spiegato il suo allenatore Pierre Carraz all'Equipe, "Ci concentreremo sui 200 metri. Lì Christophe si aspetta una medaglia".


Nel meeting della Diamond League a Londra a metà luglio il velocista francese è riuscito con il tempo di 19,91 secondi ad ottenere il terzo miglior crono dell'anno sui 200 metri. 




Foto: Getty Images Europe





mercoledì 25 luglio 2012

Usain Bolt: "Vincere qui per diventare una leggenda".

Nella giornata di ieri è arrivato a Londra uno degli atleti più attesi della rassegna a cinque cerchi, lo sprinter jamaicano Usain Bolt. In un'intervista esclusiva al "Sun" afferma che "se non vinco anche qui non divento una leggenda". A quanto pare, essere arrivato primo nei 100, 200 e 4x100 a Pechino nel 2008 con altrettanti record del mondo, non lo fa entrare di diritto nella cerchia dei miti dello sport.
"Può capitare a chiunque - dichiara riferendosi a campioni del suo livello -di vincere un'Olimpiade, ma ciò non basta per essere considerato uno dei più grandi atleti. Ci devi riuscire di nuovo, se vuoi staccarti dalla massa".



Ecco dunque spiegato il motivo del suo unico obiettivo in terra inglese: vincere ogni gara a cui prenderà parte, da solo o con gli altri atleti jamaicani, tra cui spicca sicuramente il suo avversario più temibile, Yohan Blake, che lo ha battuto ai Trials. I bookmakers lo danno per sconfitto dietro al connazionale, anche per i problemi alla schiena, ma Bolt pensa solo al bis, anche perchè questi, probabilmente, saranno gli ultimi Giochi in cui gareggerà nelle sfide regine della velocità: "I fan pensano sempre ai 100 però io preferisco i 200. Ma in Brasile, quando compirò 30 anni, potrei dedicarmi ai 400 ed al salto in lungo. Successivamente gareggerò ancora per una stagione, e poi sarà finita." Dopodichè si dedicherà ad altro: "A 32 anni non correrò più, potrebbero offrirmi 50 milioni di dollari ma non mi farebbero cambiare idea, smetterei comunque''.





I suoi obiettivi cambieranno ''perché Alex Ferguson non mi ha mai visto giocare, quindi non si sa mai. Non credo che nel Manchester United - scherza da tifoso dei Red Devils - ci sia qualcuno più veloce di me''


Poi, spazio anche alla sua vita privata. "Un giorno voglio sposarmi, ma non avverrà prima del mio ritiro dall'atletica. Invece nel frattempo vorrei dei figli, forse anche dopo le Olimpiadi''. Nel caso sia maschio tutti si aspetterebbero un fenomeno delle piste di atletica, esattamente come il padre ''ma io vorrei che facesse il calciatore. Se corresse, dal momento in cui potrà stare in piedi tutti gli chiederebbero di essere il più veloce del villaggio''.