Citazioni olimpiche

"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."

ARISTOTELE

"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."

USAIN BOLT

"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."

CANDIDO CANNAVO'
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sabato 11 agosto 2012

Giorno 15: aggiornamenti marcia e finali

MARCIA 20 km D

Elisa Rigaudo ha chiuso al settimo posto la marcia 20 km con un tempo di 1:27:36; quattordicesima Eleonora Giorgi dopo una gara in rimonta, che chiude a 1:29:48.

FINALI

11 Agosto:

- CLEMENTE RUSSO vs Usyk (91 kg), ore 23.15
-CARLO MOLFETTA vs Obame (+80 kg), ore 23.30

12 Agosto:

- ITALIA PALLAVOLO MASCHILE vs BULGARIA, ore 10.30 (Finale 3°-4° posto)
-GINNASTICA RITMICA A SQUADRE, ore 15:16
-ROBERTO CAMMARELLE vs Joshua (+91 kg), ore 16.15
-SETTEBELLO vs CROAZIA, ore 16:50


Clemente Russo, 30 anni, è soprannominato Tatanka. Afp


Foto: Afp


Carlo Molfetta, medaglia sicura nel taekwondo. Afp


Giorno 15: aggiornamenti marcia, MBK, pentathlon moderno

MARCIA M 50 km


Marco De Luca
Foto: Ansa

Medaglia d'oro e record olimpico per il russo Sergey Kirdyapkin che vince la 50km di marcia in 3h35'49", un minuto e venti secondi meglio del tempo di Alex Schwazer a Pechino 2008. Il russo ha staccato tutti a cinque chilometri dall'arrivo. Medaglia d'argento per l'australiano Jared Tallent. Arriva terzo con grande sofferenza il cinese Tianfeng Si, anche per lui migliore prestazione personale a 1'17" dal primo. Bella gara per l'azzurro Marco De Luca che rimonta qualche posizione negli ultimi chilometri e chiude 17° in 3h47'19".







MBK F

Nella prova di mountain bike l’altoatesina Eva Lechner ha avuto un solo sussulto, alla partenza, quando si è portata in quinta posizione. Poi è scivolata addirittura alla diciannovesima posizione e ha chiuso diciassettesima col tempo di 1h37'36" a 6’46" da Julie Bresset, la biker francese che ha conquistato la medaglia d’oro. Argento alla tedesca Sabine Spitz, bronzo alla statunitense Georgia Gould. "Ero senza forze. Da quando sono arrivata in Inghilterra, ho avuto mal di stomaco e crampi. E oggi era come se non ci fossi. Nessun problema di preparazione: è quella che faccio da sempre, anzi, con più attenzione e d’accordo con Paola Pezzo, responsabile del settore. E nessun problema di bici: il nuovo telaio per le ruote da 29 era super. Sono mancata soltanto io".


PENTATHLON MODERNO M

Con il nuoto che peggiora la posizione degli azzurri nel pentathlon moderno, gli azzurri sono davvero lontani dalle medaglie: De Luca è 24° dopo due prove, Benedetti 36°. In vetta c'è il cinese Cao Zhongrong davanti al ceco Svoboda e al russo Lesun. Ora l'equitazione, poi chiuderà il "combined".



foto di Riccardo De Luca



TAEKWONDO M



Storica semifinale per Carlo Molfetta, che ha battuto il cinese Liu dopo un pareggio nei tre tempi per 5-5 e il colpo decisivo nell'over time negli ultimi due secondi.








lunedì 6 agosto 2012

Una delle delusioni più grandi della mia vita da tifosa

E' difficile prendere la tastiera e scrivere qualcosa a poche ore dalla scoperta terribile della positività all'Epo da parte di Alex Schwazer. E' un compito arduo, ma siccome aprendo questo blog ho promesso a me stessa di raccontare tutto quello che riguarda le Olimpiadi mi sento in dovere di farlo perchè anche questo, purtroppo, fa parte dei Giochi.

Schwazer. Cognome impronunciabile, che tradisce una chiara origine altoatesina. Si sa, da quelle parti la gente non si sente molto italiana nella maggior parte dei casi, ma lui va in controtendenza: ogni volta che vince qualche medaglia sventola il tricolore. E di occasioni per sventolarlo ce ne sono: bronzo mondiale nel 2005 e nel 2007, argento europeo nel 2010. Ma soprattutto: ORO OLIMPICO NEL 2008 A PECHINO. E chi se la scorda quella medaglia? Tutta Italia ha sofferto con lui lungo i 50 km del percorso, lo ha incitato, spronato e alla fine ha gioito. Abbiamo cantato l'inno con la mano sul cuore e magari ci è scappata anche qualche lacrima, di gioia ovviamente.



Campione con la faccia da bravo ragazzo, semplice, riservato, incredibilmente critico con se stesso, determinato. Diventa un idolo per i ragazzini, un giovane atleta da prendere come esempio.

E poi.... 



Basta una parola, sei lettere, e tutto viene spazzato via. E' sufficiente un secondo per distruggere ogni impresa compiuta.
DOPING. Una condanna a vita, un marchio autoimposto che resterà impresso per sempre, come un tatuaggio indelebile inciso sulla pelle, come una cicatrice che neanche il tempo riuscirà ad eliminare.

I ricordi di quelle giornate storiche non si cancelleranno mai, ma sicuramente quando d'ora in poi qualcuno pronuncerà il nome di Alex lo ricollegherà a questa vicenda e non all'oro pechinese.
La sua carriera è finita, la sua vita è stata e sarà stravolta in maniera perentoria. Ormai quello che è fatto è fatto, non si può tornare indietro. Inutile ammettere le proprie colpe o il proprio dispiacere: quando ti dopi non c'è scusa che tenga.



Ma, nonostante tutto, non riesco ad essere arrabbiata al 100%. C'è un sottile 1% che mi provoca un immenso dispiacere per lui: grande nella marcia, probabilmente troppo debole nella vita. Quando si ricorre al doping vuol dire che c'è qualcosa dentro di sè che non va, ci si deve trovare ad un punto di non ritorno per assumere sostanze che sai già essere illecite. Vuol dire che si vuole vincere a tutti i costi. Evidentemente, l'oro olimpico, da gioia incontenibile deve essersi trasformato in una medaglia di colpo pesante come un macigno. I risultati che non vengono nonostante i sacrifici, l'idea del ritiro, magari smetto, oppure no, ci riprovo, riparto da capo, perchè se ho ottenuto la vittoria più agognata da uno sportivo un motivo ci deve pur essere. 
Invece le cose non si aggiustano, non sempre c'è un lieto fine. L'unico modo per tornare ad alti livelli subito è uno, il più losco, il più antisportivo, il peggiore che si possa immaginare.




Grazie a Dio non l'ha fatta franca, da amante dello sport puro sono fermamente contro il doping, ma io mi auguro vivamente che Alex riesca a uscire fuori da questa vicenda, a vivere una vita il più normale possibile. Pagherà eccome, già sta pagando, se ne accorgerà presto di come abbia rovinato la sua esistenza. Già nei social network ho letto commenti durissimi e legittimi. 

Sono delusa, amareggiata, triste, sconsolata... ma auguro a Alex di potersi svegliare, un giorno, tranquillo, senza quel peso sul cuore che ora di certo lo sta assalendo, e di specchiarsi senza provare vergogna. 

Dovrà dimostrare di essere un vero uomo, quello che non è stato in questa occasione.





Valeria

sabato 28 luglio 2012

Giorno 1: Schwazer rinuncia alla 20 km

Il campione olimpico della 50 km di marcia, Alex Schwazer, ha deciso di non prendere parte alla 20 km a causa di un raffreddore.


foto: Coni


«Non ci sono motivi di particolare allarme - ha spiegato da Roma il ct degli azzurri dell'atletica Francesco Uguagliati -: Alex preferisce non disperdere energie, e quindi, dopo aver parlato con il suo allenatore, Michele Didoni, ha preferito evitare il doppio impegno, cancellando quello meno adatto alle sue caratteristiche».