Citazioni olimpiche

"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."

ARISTOTELE

"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."

USAIN BOLT

"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."

CANDIDO CANNAVO'
Visualizzazione post con etichetta tifosi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tifosi. Mostra tutti i post

martedì 15 luglio 2014

15 motivi per cui un'italiana ha tifato Germania

In questi ultimi giorni ho sentito/letto di tutto. Sui vari social network si trovavano facilmente commenti del tipo "Come fa un italiano a tifare Germania? Deve essere proprio scemo!", "Sì, certo, dopo tutti gli ebrei che hanno ucciso avete anche il coraggio di tifarli", "Siete completamente pazzi, così ci distruggono sull'unico campo in cui siamo superiori". 
Non so quante volte ho dovuto combattere contro la voglia impellente di rispondere per le rime, ma invece di dar vita a inutili questioni con persone sconosciute ho deciso di scrivere qui, sul mio blog personale, perché ho tifato Germania in finale (e anche in maniera abbastanza spudorata).

Ho tifato Germania perché:

1) Erano oggettivamente i più forti. C'è poco da dire a riguardo. Sono cresciuti nel corso del torneo mostrando una grande solidità in ogni reparto, un buon gioco collettivo, uno spirito di squadra non comune. Non hanno quasi un punto debole, la loro forza è nella difesa (capitanata da Neuer) e nella capacità di far girare la palla per poi piazzare al momento opportuno il cross o il tiro giusto.

2) Era una vera SQUADRA, in cui non c'è un solo leader su cui si poggia tutto il team, ma un insieme di 23 individualità dove ognuno si mette al servizio degli altri e rema nella stessa direzione con l'unico obiettivo di vincere. E non è una roba poi così scontata.

3) Saranno pure privi di fantasia e di creatività in campo, ma hanno vinto e questo basta a zittire tutti. A volte forse è meglio essere più rigidi e schematici: non sempre questo costituisce un fattore negativo, può essere ad esempio tradotto in una mancanza di agitazione (vedasi Messi).

Mondiali 2014 - Magia di Götze, GERMANIA campione del mondo
Deutschland Weltmeister
4) Erano i favoriti alla vigilia e nonostante la pressione sono riusciti a portare a casa la Coppa. Doppiamente chapeau!

5) Hanno giocatori fortissimi contro cui è quasi impossibile gufare. Vogliamo discutere di Neuer? C'è chi addirittura mette in dubbio il premio come miglior portiere della manifestazione! Ha salvato il didietro ai tedeschi in più di un'occasione, ha una capacità impressionante di prevedere le mosse degli avversari, è di un talento e di una lucidità pazzeschi. 

6) Hanno Mario, ma non il nostro, bensì un 22enne che è stato capace di portare alla vittoria i suoi compagni quando tutti presagivano un finale ai rigori. Un ragazzo che poco più che ventenne è stato pagato 37 milioni dal Bayern l'anno scorso (facendolo diventare il secondo giocatore tedesco più pagato della storia dietro al solo Özil) e che già da tempo ha dimostrato di che pasta è fatto. Viene considerato come uno dei talenti teutonici, e non solo, più forti in circolazione e ha dimostrato di meritare quei complimenti con i fatti, non come il suo omonimo.

7) Hanno Schweinsteiger, preso spesso in giro per il suo cognome, che tradotto letteralmente significa "colui che cavalca un maiale", e per il suo viso non di certo bello e delicato, ma chi non lo vorrebbe in squadra? Per me è stato il migliore in finale: ha retto il centrocampo quasi da solo correndo da tutte le parti, cercando di inserirsi in ogni azione, stringendo i pugni quando ha iniziato ad essere bersaglio dei falli degli argentini, protestando soltanto quando Aguero con la sua gomitata gli ha fatto uscire il sangue dallo zigomo destro. Più veniva colpito più si rialzava come se niente fosse. E' uno dei leader indiscussi, stoico, davvero un esempio.
Ci vorrebbero più Schweinsteiger nel mondo del calcio e meno primedonne o cascatori (ogni riferimento a Balotelli o Neymar è puramente casuale).

Bloodied: Bastian Schweinsteiger sporting a cut under his eye during the final victory over Argentina
Schweinsteiger, un vero leader stoico che non si è mai arreso
Ap
8) Hanno Müller, a cui secondo me dovevano dare il premio come miglior giocatore del torneo, ma come troppo spesso succede quando gioca Messi i premi finiscono a lui a prescindere. Basterebbe già dire che a 24 anni ha già partecipato a due Mondiali e ha segnato 10 gol, ma i numeri non sempre rispecchiano la grandezza di un atleta. Nel suo caso, invece, sì: è un attaccante, ma nonostante venga utilizzato spesso da Guardiola come prima punta, si trova più a suo agio quando viene schierato più dietro. Ha uno spiccato fiuto per il gol, riesce a superare l'avversario con facilità, spesso i suoi cross sono perfetti per i compagni in area. Insomma: un giocatore completo a cui auguro di superare il record di gol fatto registrare dal compagno Klose.

9) Hanno Klose, che ho appena citato. Il giocatore che ha segnato più gol in un Mondiale andando a segno ben 16 volte in 4 edizioni e superando Ronaldo, fermo a quota 15. Nonostante abbia 36 anni Miro riesce sempre a sorprendere in positivo e a trovare spazio in questa Germania dall'età media molto bassa. Lo davano per bollito già tempo fa, ma ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza.

10) Non me ne frega una cippa della Merkel. Non è che se tifo Germania ai Mondiali allora vuol dire che sono d'accordo con le mosse politiche della cancelliera tedesca. Diamine, resta pur sempre una partita di calcio che, per quanto possa essersi trasformato in una macchina per fare soldi, rimane comunque un gioco. Non è che adesso visto che hanno vinto la finale la Merkel inizierà a sfotterci e a deriderci anche in politica. Le sue mosse economiche non c'entrano una cippa con il calcio! Se stronza era stronza rimane, se aveva un accanimento contro l'Italia tale rimarrà e non di certo perché ha stretto tra le braccia la Coppa del Mondo. 

11) Non ho mai sopportato Maradona al di fuori del campo e non è che Messi mi stia proprio tanto simpatico. Penso che il primo sia stato un mito (quasi) impossibile da eguagliare per le sue performances indimenticabili, ma che fuori dal mondo del calcio non ne abbia combinata una giusta e che ora sputa sentenze contro tutto e tutti, il più delle volte senza ragione alcuna. Il secondo, invece, è un fenomeno, ma a volte è stato troppo sopravvalutato per me (vogliamo parlare dei quattro Palloni d'Oro di cui ne meritava solo due o del premio di miglior giocatore dei Mondiali?), con la Nazionale non è mai riuscito ad esprimersi ad altissimi livelli e non è neanche un leader carismatico. Fa parte della storia del calcio, ma Maradona e Pelè sono tutt'altra cosa.

Leo Messi
La delusione di Messi.
Getty

12) Loro nel 2006 hanno tifato noi nonostante li avessimo battuti. Ricordo ancora che i giorni prima della finale sul Lago di Garda c'era la corsa alle maglie degli azzurri da parte dei tedeschi perché tra Italia e Francia meglio veder trionfare noi che loro. Forse è solo questo che ci accomuna, ovvero l'odio nei confronti dei cugini galletti, ma non è cosa da poco. A volte l'odio unisce più dell'amore.

13) Hanno un senso di appartenenza e un patriottismo che gli invidio molto. Noi italiani siamo i primi che svalutiamo la nostra terra, non siamo fieri della nostra provenienza, ma spesso ce ne vergogniamo e accusiamo gli altri invece di riflettere che spesso siamo noi quelli che rovinano la reputazione degli italiani all'estero. 
Pensare che una nazione divisa da un muro tra Est e Ovest fino al 1989 sia molto più unita di noi che invece abbiamo ottenuto l'unificazione nel 1861 mi crea una profonda tristezza.

14) Sono i più fighi. Lo so che la bellezza è una cosa soggettiva, ma io credo che abbiano degli elementi davvero notevoli sotto questo punto di vista. Vabbè che io sono un caso perso visto che subisco a prescindere il fascino dei tedeschi e trovo figo anche uno come Müller con un nasone immenso e una bocca in stile forno a legna, ma vogliamo parlare di gente come Hummels, Neuer, Özil, Kroos, Höwedes, Podolski o anche il più "stagionato" Klose?

Mats Hummels che in questo scatto mostra tutto il suo talento da calciatore

15) "Li stimo ma non li sopporto", come amava ripetere un mio zio ogni volta che andavamo in vacanza sul Lago di Garda. E in effetti è vero. Li stimo per come riescono ad essere precisi in ogni cosa che fanno, puntuali, rispettosi dei compiti loro assegnati e delle leggi, efficienti, diligenti, ma in realtà sono anche gli stessi motivi per cui non li sopporto. Non hanno il nostro carisma, l'allegria contagiosa, la simpatia, la gioia di vivere, di divertirsi e fare festa, di lasciarsi andare ogni tanto e fregarsene delle etichette sociali. 
Nonostante i tempi in cui viviamo sono fierissima e orgogliosa di essere italiana, ma così come abbiamo goduto noi nel 2006 (e ancora godo, devo ammetterlo) lasciamoli godere per la loro splendida e meritata vittoria.


Alfy (fieramente italiana ma tifosa della Germania)

Tifosi "particolari" (parte 4)

Chissà che squadra tifava quest'uomo, non si capisce dal suo viso.....

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

L'uomo diviso tra essere umano,gallo e cane

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

E se non vi sembra abbastanza ecco l'uomo-lupo con le corna da diavolo

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Per la serie: non sapevo che l'uomo tigre fosse colombiano

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Non so a voi, ma a me ha un pò inquietato quando me lo sono trovato sul computer!

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

La Bella e la Bestia, o la Bella e l'Uomo Carota o... non so come definirlo, pensateci voi!

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Finalmente due brasiliani con una mise sobria!

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Tifosi "particolari" (parte 3)


I Mondiali sono finiti, ma il nostro viaggio alla scoperta dei tifosi più originali e divertenti continua. 

Come non citare, per esempio, questi tifosi colombiani con una cresta in stile galletto francese? Ma la domanda che sorge spontanea è: come avranno fatto a seguire le partite della propria squadra con quegli occhiali?

 $foto.content.name

Questo, invece, spicca per quelle specie di antennine che indossa sopra la testa: sarà stato un tifoso del brasile, visti i colori verde e giallo, o semplicemente un uomo che voleva mettersi in mostra?


 $foto.content.name

Ignoranza tutta all'italiana per questo scatto che immortala un ragazzo con un copricapo a dir poco vistoso e ingombrante. Si sarà visto tutto il match con la Coppa in testa??!!

 $foto.content.name

Nell'altro post avevo decretato i tifosi olandesi come quelli più "pazzi" e originali e questa foto lo conferma ancor di pi. Il tizio a sinistra ha degli occhiali fantastici, per non parlare della cresta che svetta in testa del tizio dietro con in mano la Coppa! 
Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Scatto tra avversari, ma nonostante la Germania abbia battuto con un sonoro 7-1 i brasiliani qui è la tifosa tedesca a storcere il naso. Che sia stata costretta a farsi la foto controvoglia?

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Vabbè che abbiamo due papi in vita, uno emerito e l'altro in carica, ma ci bastano e avanzano. Non ce ne serve un altro e per di più brasiliano!

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa

Ennesimo tifoso affetto da "Hulkite"

Brasile 2014: le foto più belle dei tifosi
Ansa


martedì 8 luglio 2014

Tifosi "particolari" (parte 2)

Visto che il Brasile schiera Hulk tra i titolari c'è chi si adegua anche sugli spalti


Ci sono addirittura due uomini-anguria



Tifoso del Ghana che non passa di certo inosservato


Attenti ai primi piani: potrebbero essere deleteri


Foto prese da: 

CALCIATORI BRUTTI

lunedì 7 luglio 2014

Tifosi "particolari" (parte 1)

Non si sono viste solo in campo stranezze del calibro del morso di Suarez a Chiellini o della scivolata di Muller sul calcio di punizione. Anche sugli spalti alcuni tifosi eccentrici si sono distinti per i loro vestiti e accessori. Ecco alcuni esempi.

Foto: Getty Images

I Ghanesi sono duri a morire ai Mondiali 2014
Un tifoso ghanese
In Giappone si tifa così ai Mondiali 2014
Anche una rana tifa Giappone
Papa Francesco e il suo nemico tifano Argentina ai Mondiali 2014
Il Diavolo e il Papa versione tifoso argentino
Questa non riesco a descriverla..
Questa si commenta da sola
Asterix e Obelix a tifare Francia ai Mondiali 2014
Asterix e Obelix

Lo scettro dell'eccentricità spetta sicuramente agli olandesi:
Tifosi olandesi scatenati in Spagna-Olanda ai Mondiali 2014
 
Un tifoso (o tifosa ) olandese
Sobri tifosi olandesi prima della partita contro la Spagna ai Mondiali 2014

Un tifoso dell'Olanda con tanto di mammelle durante la partita con la Spagna ai Mondiali 2014

Un tifoso dell'Olanda esulta dopo la vittoria contro la Spagna ai Mondiali 2014


lunedì 28 aprile 2014

Solidarietà ai tifosi di Cuneo e Piacenza

Chi segue il mio blog sa che la continuità non è una mia caratteristica distintiva: pubblico post anche a distanza di mesi l'uno dall'altro, ma di solito quando lo faccio è per un motivo preciso.

Da grande tifosa di volley quale sono non posso esimermi dall'esprimere tutta la mia completa solidarietà ai Blu Brothers e ai Lupi Biancorossi, rispettivamente le tifoserie di Cuneo e di Piacenza.
Entrambi condividono un amaro destino, ovvero il trasferimento della propria squadra del cuore a Torino e a Milano dovuta a questioni economiche e posso solo immaginare cosa vorrebbe dire per loro dover abbandonare il proprio team e la propria grande passione. Parlo di quella passione che spinge centinaia di persone a macinare km in tutta Italia ogni fine settimana, che non vuole avere necessariamente qualcosa in cambio perché la soddisfazione sta nel sentirsi partecipi di un progetto unitario; quella passione che ha permesso di conoscere persone che poi sono diventati amici e a volte anche fidanzati o sposi, che quando si vince fa provare una felicità estrema e che quando si perde sembra caschi il mondo, mentre in realtà dal giorno dopo si è già pronti a ripartire più carichi che mai.
Questa è la PASSIONE che ha da sempre animato i Blu Brothers e i Lupi Biancorossi.
Una menzione particolare va ai primi, che da 25 anni seguono assiduamente la squadra, sia nei momenti belli sia nei momenti più brutti. Spesso caratterizzati da un tifo fuori dalle righe, eccentrico o da alcuni anche definito esagerato (e noi di Macerata, acerrimi rivali, lo sappiamo bene), ma a fine partita sempre pronti a scherzare e a lasciarsi alle spalle gli sfottò utilizzati durante il match. 
Loro sono una VERA TIFOSERIA da cui tutti dovrebbero prendere esempio per l'attaccamento alla maglia e la passione che hanno nei confronti del volley e della loro squadra.

Il volley non è per le grandi città, ormai questo è chiaro anche ai muri. Lo dimostrano tutte le passate esperienze a Roma, Torino, Milano archiviate nel giro di una manciata di anni con le solite frasi "Non siamo riusciti a trovare sponsor perché non abbiamo visibilità essendo un luogo in cui il calcio/basket fa da padrone". 
Spero vivamente che la storia cambi e nel frattempo, non potendo fare nulla di più, ci tengo a sottolineare tutta la mia vicinanza a queste due grandi tifoserie, in primis agli storici Blu Brothers, e incrocio le dita nella speranza che si riesca a trovare una soluzione affinché la pallavolo maschile italiana non perda due piazze importantissime.


Una carrellata di video e di link che riguardano questa vicenda:

cosa è successo ieri a Cuneo

Ritardo e cori

L'invasione di Carmelo

I Blu Brothers se ne vanno dal palas

Il video pubblicato su Repubblica.it

Addio a Cuneo, articolo scritto da Nicoletta Moncalero

Questa è la foto che gira su Fb e Twitter tra i tifosi:


La protesta dei tifosi fuori dal PalaBanca prima di gara 1 finale scudetto femminile:


mercoledì 22 gennaio 2014

Volley memories (parte 2): le trasferte

TRASFERTE

Credo sia in assoluto il particolare che mi manca di più della "vecchia" pallavolo. Ammetto che mi fa strano giudicare come vecchia una cosa che avveniva fino a due-tre anni fa, ma si sa, i tempi cambiano e con esso anche le abitudini.

La prima trasferta a cui presi parte insieme a mia sorella fu un Perugia-Lube del 9  Dicembre 2007. In realtà non la si può definire neanche tale, credo, era più simile a una scampagnata visto che in un paio d'ore di autobus si arrivava a destinazione.
Eravamo una cinquantina di persone e la maggior parte si conosceva tra loro, infatti all'inizio ci sentivamo un pò escluse. A quel tempo non si utilizzavano Facebook o Twitter e si scriveva nel forum presente sul sito della Lube. Ricordo che cercavamo di indovinare chi si nascondesse dietro un determinato nick e che tentavamo di cogliere più particolari possibili dalle conversazioni degli altri. Al solo pensiero mi viene da ridere!
Per quando eravamo tornate a casa avevamo stretto amicizia con diverse persone, tra le quali una coppia con la quale ancora oggi mi diverto a parlare anche per un'ora intera dopo ogni partita e che noi consideravamo i nostri "genitori adottivi delle trasferte".
Quell'esperienza fu così piacevole che da quel momento in poi abbiamo iniziato ad andare a più trasferte possibili: Modena, Roma, Perugia, Milano, Treviso, Frosinone...sono solo i primi nomi che mi vengono in mente. Ogni volta che la società organizzava una trasferta io, mia sorella e le nostre amiche partivamo. Eravamo sempre gli stessi all'incirca e ora facevamo anche noi parte di quel "gruppo" di fedelissimi che supportavano la squadra sempre e ovunque. 





La cosa più bella della trasferta era il viaggio in pullman, sia all'andata sia al ritorno. C'erano le lotte per decidere che film vedere, chi comprava i giornali e poi li faceva passare per leggere cosa dicevano i giornalisti della partita, chi giocava a carte, chi semplicemente discuteva del più e del meno, in questo modo ci si poteva conoscere anche meglio.
Era tutto così piacevole e divertente che arrivati a destinazione quasi ci dimenticavamo del motivo vero per cui avevamo fatto tutte quelle ore di viaggio! 
In partita si tifava tutti a squarciagola, senza distinzione di età. Non so perché, ma in trasferta le persone, compresa me, si trasformavano: era come se, essendo in pochi, dovevamo far sentire un appoggio centuplicato alla squadra.
Dopo la partita si ripartiva quasi subito, a volte si andava a salutare i giocatori o erano loro a venire a salutarci (adesso non potrebbero farlo perché altrimenti verrebbero presi d'assalto in mezzo a urla e gridolini vari). 
Il viaggio di ritorno era caratterizzato dai commenti sul match: ognuno si improvvisava allenatore/commentatore e nascevano discussioni, anche accese, ma sempre moderate, su vari aspetti. Come sempre c'erano i disturbatori, quelli che anche alle 3 di notte parlavano e ridevano a voce alta, e coloro che si lamentavano perché volevano dormire. 
Si tornava a casa stanchi, ma davvero felici e anche se la mattina dopo bisognava alzarsi presto per andare a scuola, a lavoro o a lezione lo si faceva col sorriso ripensando al giorno prima.



E' da tanto tempo che non partecipo ad una trasferta di campionato. L'ultima volta che sono partita con i pullman organizzati dalla società credo sia stata quella per Milano, la finale scudetto che ci ha regalato il secondo successo in campionato. 
L'ultima partita vista fuori casa risale, invece, all'anno scorso, a Perugia. Ci andai in macchina insieme a mia madre, un'amica di mia sorella e il suo fidanzato. Ci divertimmo tantissimo lungo il tragitto, la ricordo come una delle più belle trasferte mai fatte.
Arrivati al palazzetto prendemmo posto sotto la curva maceratese e guardando le facce rimasi pietrificata: non c'era una sola faccia conosciuta. Dov'erano finite tutte quelle persone con cui avevamo condiviso centinaia di km su e giù per l'Italia?? Semplice: con l'avvento delle cosiddette nuove "tifose" hanno preferito mutare le loro abitudini e godersi la famiglia a casa nei fine settimana. Non vale più la pena spendere tempo e soldi in qualcosa che è profondamente cambiato. E così ho fatto anche io insieme alle persone che conosco. 
Ci ritroviamo alle partite in casa, o ci mettiamo a parlare anche per ore dopo la fine dei match casalinghi, o ci incontriamo a cena. Ma è tutto diverso per quanto riguarda le trasferte, quell'atmosfera unica che si respirava non c'è più. E io pagherei oro per riviverla ancora una volta.



Alfy