Citazioni olimpiche

"Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono."

ARISTOTELE

"I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre."

USAIN BOLT

"L'Olimpiade vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo."

CANDIDO CANNAVO'

giovedì 16 gennaio 2014

Waiting for... Lube-Piacenza

Al Fontescodella questa sera andrà in scena la gara di andata dei Playoff a 12 della Champions League e che vedrà affrontarsi i padroni di casa della Lube Macerata e la Copra Elior Piacenza.

Sfida tra opposti azzurri: Vettori vs Zaytsev

Foto Trabalza

sabato 11 gennaio 2014

Cari genitori - Mauro Berruto

Non so se avete già avuto occasione di leggerlo, ma in rete gira da un paio di giorni questo splendido post scritto e pubblicato dal Ct-filosofo della Nazionale maschile di volley, Mauro Berruto. 
Vi consiglio di stamparlo e appenderlo in palestra, in camera dei vostri figli che sognano di diventare i nuovi Piccinini o Giani o semplicemente per incorniciarlo per voi stessi, se siete grandi appassionati di questo sport meraviglioso.
Ecco il post completo (questo è il link: http://www.mauroberruto.com/2014/01/cari-genitori/):

Cari genitori,

mi rivolgo a voi in quanto esseri adulti, razionali e con la testa ben piantata sulle spalle. Preferisco essere proprio io a dirvelo, con cognizione di causa e prima che lo scopriate sulla vostra pelle: la pallavolo è lo sport più pericoloso che esista.
Vi hanno ingannato per anni con la storia della rete, della mancanza di contatto fisico, del fair play. Ci siamo cascati tutti, io per primo, il rischio è molto più profondo subdolo. Prima di tutto questa cosa del passaggio…In un mondo dove il campione è colui che risolve le partite da solo, la pallavolo, cosa si inventa? Se uno ferma la palla o cerca di controllarla toccandola due volte consecutivamente, l’arbitro fischia il fallo e gliavversari fanno il punto. Diabolico ed antistorico: il passaggio come gesto obbligatorio per regolamento in un mondo che insegna a tenersi strette le proprie cose, i propri privilegi, i propri sogni, i propri obiettivi. Poi quella antipatica necessità di muoversi in tanti in uno spazio molto piccolo. Anzi lo spazio più piccolo di tutti gli sport di squadra! 81 metri quadrati appena… Accidenti, ci mettiamo tanto ad insegnare ai nostri figli di girare al largo da certa gentaglia, a cibarsi di individualismo (perché è risaputo che chi fa da sé fa per tre), a tenersi distanti da quelli un po’ troppo diversi e poi li vediamo tutti ammassati in pochi metri quadrati, a dover muoversi in maniera dannatamente sincronica, rispettando ruoli precisi, addirittura (orrore) scambiandosi ‘cinque’ in continuazione.
Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria. Una fastidiosa interdipendenza che tanto è fondamentale per lo sviluppo del gioco che rappresenta una perfetta antitesi del concetto con cui noi siamo cresciuti e che si fondava sulla legge: ‘La palla è mia e qui non gioca più nessuno’. Infine ci si mette anche il punteggio e il suo continuo riazzeramento alla fine di ogni set. Ovvero, pensateci: hai fatto tutto benissimo e hai vinto il primo set? Devi ricominciare da capo nel secondo. Devi ritrovare energia, motivazioni, qualità tecniche e morali. Quello che hai fatto prima (anche se era perfetto) non basta più, devi rimetterlo in gioco. Viceversa, hai perso il set precedente? Hai una nuova oggettiva opportunità di ricominciare da capo. Assolutamente inaccettabile per noi adulti che lottiamo per tutta la vita per costruire la nostra zona di comfort dalla quale, una volta che ci caschiamo dentro, guai al mondo di pensare di uscire. Insomma questa pallavolo dove la squadra conta cento volte più del singolo, dove i propri sogni individuali non possono che essere realizzati attraverso la squadra, dove sei chiamato a rimettere in gioco sempre ed inevitabilmente quello che hai fatto, diciamocelo chiaramente, è uno sport da sovversivi! Potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero?  Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro.

Mauro Berruto
Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallavolo
(Testo pubblicato sul volume ‘Sogni di gloria. Genitori, figli e tutti gli sport del momento’ della collana ‘Save the parents’ di Scuola Holden edito da Feltrinelli)

venerdì 10 gennaio 2014

Volley memories (parte 1): atleti/tifosi

Dopo essere venuta a conoscenza della pagina Fb "Campagna pro giocatori vittime del Bimbominkismo nei palazzetti" ho deciso di dedicare dei post alle mie memorie targate volley e a questo argomento, ovvero le pseudo tifose di pallavolo e in particolare della mia squadra del cuore, la Lube Banca Marche Macerata, che seguo in pratica da quando sono nata.

Nonostante abiti a una quindicina di minuti dal palazzetto, per diversi motivi sono andata ad assistere per la prima volta ad una partita soltanto nella stagione 2006-2007. Ebbene sì, ho scelto un anno fantastico, ovvero l'unico (per ora) nella storia della società in cui non sono andati neanche ai play off.
Ricordo subito cosa mi colpì di quell'ambiente: l'atmosfera familiare, discreta e conviviale che si respirava al Fontescodella. C'erano famiglie intere, tantissimi bambini felici di poter vedere da vicino i loro idoli (anche io d'altronde avevo appena 12 anni), genitori, anziani.... Per me, che venivo dal mondo del calcio, fu una sorta di rivelazione e da quel momento in poi non mi sono più persa una partita.
Col tempo ho avuto la fortuna di conoscere tifosi di tutte le età con i quali mi sento tutt'ora e ho iniziato ad andare alle trasferte.
Appena la società organizzava un autobus per una meta non troppo lontana io, mia sorella e alcune sue amiche partivamo. Eravamo pochi, sempre gli stessi, ormai ci si conosceva tra di noi. Ogni trasferta era una festa e un concentrato di allegria e di tifo sereno.
Gli sfottò c'erano e ci sono tutt'ora, a volte si superano anche un pò i confini dell'educazione, ma niente a che vedere con la violenza negli stadi. La cosa bella era che durante il match magari si rivolgevano parole non troppo gentili alla curva avversaria per poi ritrovarsi in ogni caso a fine partita al bar del palazzetto a scherzare e a ridere come vecchi amici.

Un altro aspetto che mi preme sottolineare è che se volevi conoscere un giocatore, scambiarci due frasi, farti firmare un autografo o immortalarlo in una foto ricordo tutti si mostravano cordiali e disponibili. Nessuno mi ha mai negato tutto ciò e vi posso assicurare che per tre anni circa ad ogni partita mi facevo minimo 3-4 foto e un paio di autografi. Conservo tutto in un album a cui tengo molto.
Potrei anche regalarvi degli aneddoti curiosi e carini... 

Andrea Giani: alla prima esperienza da allenatore a Modena, dopo l'ennesima sconfitta. Scurissimo in volto, si vedeva che era proprio abbattuto. Ero indecisa se chiedergli una foto o no (sono estroversa, ma incredibilmente timida in questi casi, ho sempre paura di dar fastidio al giocatore/allenatore di turno), ma mi faccio coraggio. Appena ascolta la mia domanda si illumina in volto, mi sorride e risponde: "certamente" con un viso a dir poco gioioso.


Matey Kaziyski: 1 Novembre 2007, ancora ricordo la data per quanto tempo l'avevo attesa. Per la prima volta ho la possibilità di incontrare uno dei miei idolo più grandi, l'allora giovane giocatore bulgaro che tutti dicevano sarebbe diventato una stella del volley mondiale. A fine partita corro da lui, solite frasi di circostanza, sorrisi, abbracci etc... Prima di andarmene gli dico "Grazie" e lui prontamente "Grazie a te". Da lì inizia una "disputa" su chi dovesse ringraziare di più l'altro!!! Siamo stati per cinque minuti a discutere se dovessi essere più grata io per la foto o lui per avergliela chiesta (non era conosciuto da molti, se lo filavano in pochi ancora). E' stata una scena davvero simpatica ed esilarante e da quel momento ogni volta che qualcuno cita Kaziyski non posso non ricordare questo episodio.

Credits: Lorenza Morbidoni

Jan Willem Snippe: un signore che lavorava con la società mi aveva aiutato ad ottenere gratuitamente la maglia del giocatore preferito di mia sorella per il suo compleanno. Volevo cercare di raccattare più autografi possibili e lo chiesi anche a Snippe. "Scusami, non posso ora, vado di corsa, ma se mi aspetti ti prometto che tra 10 minuti massimo sarò di nuovo qui per firmarti la maglia". Non sapevo se crederci e dunque attendere o meno, ma alla fine decisi di fidarmi. Ebbene, dopo neanche 10 minuti uscì dallo spogliatoio con i capelli ancora tutti bagnati e tutto trafelato. Venne da me e fece: "Ho cercato di fare il più presto possibile, avevo paura fossi andata via" e tutto sorridente scrive una dedica per mia sorella.


A presto con una nuova "puntata"!

Alfy (nostalgica)

giovedì 9 gennaio 2014

Ledecky e Lochte votati migliori nuotatori dell'anno

La FINA, come di consueto, ha nominato i due nuotatori dell'anno, entrambi americani. Tra le donne la scelta è ricaduta su Katie Ledecky mentre tra gli uomini è stato designato Ryan Lochte.


La 16enne Ledecky ha stracciato la concorrenza agli ultimi Mondiali di Barcellona in cui ha portato a casa ben 4 medaglie d'oro stabilendo 2 record del mondo. La prima medaglia l'ha conquistata nei 400 stile libero, dove con il tempo di 3'59"82 piazza la seconda miglior prestazione di tutti i tempi, dietro solo a quella della nostra Pellegrini ai Mondiali del 2009, ma ottenuta con i costumi in poliuretano. Nei 1500 stile libero, Katie vince con il tempo di 15'36"53, chiudendo gli ultimi 50 metri in uno strepitoso 29"47, strappando così il record del mondo alla connazionale Ziegler. Nella staffetta 4x200 stile libero, insieme a Vreeland, Bispo e Missy Franklin chiude la gara in 7'45"14. Infine, nei 800 stile libero, arriva al quarto oro staccando Lotte Fris di oltre 2 secondi con un 8'13"86 che le vale il nuovo record mondiale, tolto a Rebecca Adlington.

Foto: Javier Soriano/AFP/Getty Images

Per quanto riguarda Ryan Lochte chi segue questo blog ormai sa che è da diversi anni il mio nuotatore preferito, come potete notare dagli innumerevoli post che pubblico su di lui.
Il nuotatore di Daytona Beach sigla una strepitosa tripletta bissando i successi del 2010 e del 2011. Nel 2013 ha vinto i 200 dorso, i 200 misti e la staffetta 4x200, ai quali si aggiunge anche la medaglia d'argento nei 400 misti.



Entrambi gli atleti avevano già ricevuto il titolo di "Atleta dell'anno" ai  Golden Goggle Awards dello scorso Novembre, gli Oscar del nuoto statunitense. 



Fonte:

Coppa Italia 2014, abbinamenti quarti di finale

ABBINAMENTI QUARTI DI FINALE COPPA ITALIA 2014 - PALLAVOLO MASCHILE

Con le ultime gare di ieri si è concluso il girone di andata della Regular Season e si sono così definiti gli accoppiamenti per i quarti di finale della Coppa Italia 2014. I quarti si giocheranno in gara secca il 29 gennaio in casa della squadra meglio classificata. La Final Four avrà luogo a Bologna, al PalaDozza, nel weekend dell'8 e il 9 Marzo.



Cucine Lube Banca Marche Macerata (1ª) – Bre Lannutti Cuneo (8ª)
Copra Elior Piacenza (2ª) – Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia (7ª)
Diatec Trentino (3ª) – Casa Modena (6ª)
Sir Safety Perugia (4ª) – Calzedonia Verona (5ª)




Foto Cavalli e Zanutto

mercoledì 8 gennaio 2014

Sochi 2014 - Thank you, Mom

Dopo lo splendido video realizzato in occasione dei Giochi estivi di Londra 2012 P&G si ripete con un altrettanto stupendo video in cui le protagoniste sono ancora una volta le madri dei campioni e delle campionesse di oggi.




"For teaching us that falling only makes us stronger. For 

giving us the encouragement to try again. Thank you, Mom."


Piacenza 3-2 Lube, una partita strepitosa

Che partita da entrambe le parti! Un incontro ricco di emozioni, pathos, giocate veloci e ai limiti dell'impossibile (aka veloce per Simon in bagher da parte di De Cecco), attacchi imprendibili, difese strabilianti, muri pieni, battute da multe all'autovelox (come l'ace di Vettori che ha chiuso l'incontro).

Un match davvero entusiasmante, che ha visto prevalere la formazione piacentina dopo un tie break tiratissimo.

Un bell'antipasto in vista delle due supersfide di Champions League che metteranno di fronte di nuovo la Lube e la Copra. Spettacolo garantito e da non perdere per nessun motivo al mondo da parte di tutti gli amanti del volley.

#staytuned